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giovedì 27 febbraio 2014

La nave Argo in mostra



Il museo della città di Volos ospita una mostra al fine di valorizzare la nave Argo, la mitica nave che viaggiò da Iolco al Mar Nero per il Vello d'Oro, spinta da 50 rematori e dalla vela. Oltre al concorso internazionale, Volos ospiterà una replica della nave, che al momento è ormeggiata nel suo porto.
La nave potrà essere un Mito, ma riflette una probabile realtà storica: i commerci greci con le coste orientali del Mar Nero erano realmente molto proficui. Inoltre, il mito del Vello d'Oro potrebbe essersi originato dal metodo usato per intrappolare - dall'acqua dei fiumi, le pagliuzze d'oro che la corrente portava dalle vene aurifere a monte: il grasso naturale del vello di montone le tratteneva e permetteva di recuperarle. Naturalmente, un vello tutto d'oro era il sogno di buona fortuna di ogni cercatore...


Greek museum hosts replica of Argo ship 



A museum in the port city of Volos in eastern Greece will host the replica of Argo, the legendary ship propelled by 50 oars-men and sail on which according to Greek mythology, Jason and the Argonauts sailed from Iolcos to the Black Sea to retrieve the Golden Fleece. 



Replica of the Argo [Credit: ANSA] 


The city of Volos is hosting a competition for projects on the ”Creation of a museum to value the ship of Argo.” The application deadline for those wishing to take part in the competition expired at the beginning of the month.  The 68 projects sent from architects in Greece and Italy as well as other countries, will be evaluated next spring and then construction work will begin. Currently, the replica of the ship – inaugurated in 2007 and entirely built with traditional methods and materials used at the time like oak, beech, pine, ash and fir wood (for the mast and oars) – is still at the port of Volos, in the gulf of Pagassitikos, for students and tourists who want to go on board and discover the story of its mythical trips. ”But Argo, which is owned by Volos, doesn’t just aim to be an attraction for tourists,” said Deputy Mayor Fotis Lambrinidis, who is in charge of technical services at the municipality of Volos. ”This ship represents for us an element of culture, a real symbol of our city. The objective of the competition we called as a first concrete step for the creation of a museum to valorise Argo, is to gather proposals for the creation of a thematic museum to turn the contemporary Argo into a monument, presenting its history through myth and historical elements connected to it,” concluded Lambrinidis. 

Source: ANSA [February 25, 2014]

martedì 26 febbraio 2013

"Cappero Canadese" Vince Oscar

Come pre-annunciato il 25 gennaio scorso - quindi con un mese di anticipo  su pubblico e critica italiani -  'Argo' ha vinto l'Oscar per il miglior film.

"Lincoln" è molto arrabbiato.

Anche Ulisse ha reagito male: "Dopo l'Odissea che ho dovuto attraversare, hanno dato il premio al mio cane!".

venerdì 25 gennaio 2013

Il "Cappero Canadese"





Ti dico subito che Cappero Canadese è la traduzione sbagliata di Canadian Caper, che invece significa Trucco Canadese. Ma i distributori cinematografici italiani devono avere creduto che i capperi canadesi - sicuramente privi di sapore - non importassero al pubblico italiano, abituato ai saporiti 'cinepanettoni' nostrani, con dispendio di crudità linguistiche e nudità non necessarie.

Argo è invece un bellissimo film diretto, prodotto (insieme a G. Clooney) ed interpretato da Ben Affleck. Del quale si può dire che sia forse un po' inespressivo (o forse attua molto bene la cosiddetta 'sottorecitazione' anglosassone), ma non che abbia scelto male testo e sceneggiatura o che non sappia che cos'è un'ottima regia...
Il film è infatti tratto dall'omonimo libro di Tony Mendez e Matt Baglio e narra fatti realmente accaduti a Teheran dopo la rivoluzione iraniana del 1979. La pellicola si concentra - come già detto - sul cosiddetto Canadian Caper, ossia l'operazione segreta congiunta tra Stati Uniti e Canada messa in piedi dallo stesso Mendez per risolvere la crisi degli ostaggi americani, conclusasi il 28 gennaio 1980.
La storia, in breve: 
Nel corso della rivoluzione islamica di Teheran, il 4 novembre 1979 alcuni militanti fanno irruzione all'ambasciata americana prendendo in ostaggio 52 persone del corpo diplomatico; riescono a sfuggire alla cattura solo 6 funzionari, che si rifugiano presso la residenza dell'ambasciatore del Canada Ken Taylor.
Conscio del fatto che i rivoluzionari iraniani ben presto potrebbero rintracciare ed uccidere i fuggitivi, il governo statunitense – in collaborazione con le autorità canadesi – incarica l'agente della CIA Tony Mendez, esperto di operazioni sotto copertura, di organizzare un piano di liberazione. Per riportare negli Stati Uniti i connazionali, Mendez mette in piedi un ardito e difficile stratagemma, facendo passare il gruppo per membri di una troupe cinematografica canadese, in Iran in cerca di paesaggi da utilizzare come set per un fittizio film di fantascienza intitolato Argo.

L'Imam Komehini rientra dall'esilio
Il film è interessante, equidistante (l'inizio è un atto d'accusa all'ingordigia cieca dei paesi occidentali), cinico e divertente ed inoltre pieno di ritmo e di suspence. Non lesina critiche al mondo occidentale di ieri e di oggi, al mondo dei divi di Hollywood di sempre, come anche all'Islam. E' una buona rappresentazione dell'eterna lotta tra Est ed Ovest. Non mancano commoventi episodi di redenzione di sé e di coraggio da parte di personaggi d'ogni tipo (l'inserviente iraniana dell'ambasciata canadese, il dipendente americano che inizialmente non era d'accordo con il piano, lo stesso Tony Mendez, definito un 'exfiltratore', che alla fine si ravvede e torna dalla moglie). 
Del cast fanno parte attori ben noti, quali John Goodman ed Alan Arkin, oltre ad un discreto numero di ottimi attori di minor fama, i cui volti sono però notissimi in Italia, per via delle serie televisive in cui sono comparsi come protagonisti.
La Distribuzione Italiana ha certamente perso un'ottima occasione, relegando questo film in secondo piano, a poche e sparute sale cinematografiche: si vede che è diretta - nelle sue scelte - da facili previsioni d'incasso, basate sulle presunte, ma erronee, scelte del solito 'Popolo Bue'. Complimenti, anche per l'offesa agli spettatori.