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sabato 29 novembre 2014

Christie's

L’archeologo Madau: “Il traffico dei reperti è la morte della cultura”

madau2
La guerra al commercio illegale di reperti archeologici si è combattuta negli ultimi giorni anche sul piano politico: da una parte il deputato Mauro Pili ha accusato il Governo di non fare abbastanza contro i traffici di beni culturali, dall’altra Francesca Barracciu, sottosegretario alla Cultura, ha invece lodato l’operato delle forze dell’ordine che sono riuscite a sventare la vendita della Dea Madre nell’asta di Christie’s.
Dietro questa storia c’è però qualcuno che senza troppo clamore ha concretamente mosso i passi iniziali per proteggere la statuina: Marcello Madau, sassarese, 64 anni, è stato il primo a segnalare formalmente la notizia, da lui è partito l’allarme che ha dato vita all’operazione del Comando Carabinieri Nucleo Tutela del Patrimonio.
Madau, specialista in archeologia fenicio-punica e romana e oggi docente di Museologia e Beni culturali e ambientali all’Accademia di Belle Arti di Sassari, ha lavorato per tanti anni sul campo come archeologo e consulente. Pochi giorni fa ha notato sul sito “Archeologia in Sardegna” una notizia sospetta: “Il 22 novembre scorso – ci ha raccontato l’archeologo – un frequentatore del forum, che si firma con il nick name di Edgar Allan Pau, ha postato la notizia di una statuetta tardo-neolitica della Sardegna messa all’asta da Christie’s. Dalla foto si vedeva che la statua era simile alla celebre ‘dea madre’ di Turriga-Senorbì, ma quello che mi ha insospettito più di tutto era la quotazione a base d’asta attorno al milione di euro. Certo, giudicare un manufatto da una immagine è assai rischioso e limitativo e l’autenticità può arrivare solo da una perizia diretta, con foto, rilievi grafici e tutte le analisi  necessarie. Ad ogni modo ho coinvolto un amico, Fabio Isman,  giornalista e riconosciuto esperto del fenomeno (suo il fondamentale ‘I Predatori dell’arte perduta’) che mi ha confermato la notizia. Si è creata subito una rete veloce di informazioni e contatti internazionali. Incrociando i dati, grazie all’apporto dell’archeologo scozzese Christos Tsirogiannis, assistente ricercatore nel Trafficking Culture Project, nello Scottish Centre for Crime and Justice Research dell’Università di Glasgow, siamo risaliti a una foto Polaroid della raccolta del celebre trafficante di reperti archeologici Giacomo Medici. In questa foto si confermano i miei dubbi sull’autenticità, almeno integrale, del manufatto: la statuetta è in diversi frammenti, manca della parte superiore del capo. Il giorno dopo, mentre la protesta cresce e si legano altri blog e pagine web, e naturalmente maturo dubbi e convinzioni, invio una lettera al MiBACT per segnalare la questione”.
Il 23 novembre, dopo verifiche e controlli incrociati, Madau invia la lettera tramite posta certificata alla Direzione Regionale del Ministero per i Beni Culturali, che ha sede a Cagliari. Il resto della storia si conosce: il Ministero avvisa il Comando Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale che tramite una rete di supporto internazionale riesce a bloccare la vendita della statuina.
Madau, qual è la situazione italiana sulla tutela dei beni culturali? E’ vero che il Governo non fa abbastanza per proteggere manufatti artistici e archeologici?
La nostra legislazione è ritenuta all’avanguardia fra quelle ‘vincoliste’. Ma non dobbiamo dimenticare che la stessa legge di tutela del patrimonio archeologico, che pure è stata modificata significativamente dal 1985 in poi, è ancora radicata alle gloriose leggi 1089 e 1497 del 1939, con un’ideologia legata all’antiquaria, indicata dai concetti di rarità e pregio come caratteristiche necessarie alla protezione giuridica determinata dal vincolo. Queste caratteristiche, pur derubricate dai beni archeologici storico artistici, sono ancora presenti nel Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 oggi in vigore. La legislazione di uno stato singolo, di fronte a questi potenti fenomeni di traffico internazionale, non può essere sufficiente.  Esistono norme internazionali ma secondo me è urgente una nuova battaglia europea: in Europa però mi pare che la politica sia impegnata su altri fronti, e nelle crisi economiche globali si è arrivati a pensare di pignorare il Partenone, o giù di lì. Anche in Sardegna si dovrebbe pensare alla tutela allargata e a una partecipazione diretta del territorio alla stessa gestione, uno sviluppo dei ‘beni comuni’ insomma, perché il MiBACT non è in grado, per la sua crisi a mio parere terminale, di garantire una tutela adeguata a tutto il patrimonio di beni culturali e paesaggistici. Dal mio punto di vista in Sardegna potremo essere all’avanguardia su questo fronte.
Cosa pensa delle battaglie politiche e ideologiche che si sono animate attorno a questa vicenda?
Mi ha molto colpito il solito uso strumentale del fatto da parte di una forma politica un sistema ahimè davvero vecchio. Va bene che la politica se ne occupi, ma ci si butta, con qualche imprudenza ed errore, a cavalcare la protesta; oppure si enfatizza con molto clamore da parte di un sottosegretario al MIBACT il fatto di aver seguito la questione. L’intervento in questi casi, sempre lodevole, non è di per sé un merito straordinario ma un dovere amministrativo normale, come lo sarebbe, almeno io immagino, che le grandi aste siano almeno monitorate ‘in continuum’ da parte dello stesso Ministero. Che però mi risulta negli ultimi anni assai indebolito come struttura, anche con scelte gravi, rispetto alla ‘squadra’ operativa e giuridica di valore a lungo avuta a disposizione. Infine, per tornare sulla statuetta, sarebbe bene comunque, prima di imbarcarsi in azioni incisive di recupero magari oneroso del manufatto, verificando l’esistenza delle già visibili zone d’ombra nei diversi passaggi di mano, sottoporre lo stesso ad una perizia ufficiale, pubblica, da parte di chi è scientificamente titolato e in grado di effettuarla, per evitare di impegnarsi in un recupero di un’opera contraffatta, come in parte certamente essa è.
Dea madre
A destra la foto originale della Dea madre all’asta da Christie’s.
In base alla sua esperienza quanto è diffuso il traffico illegale di reperti?
Questi commerci sono fatti strutturali, legati al nostro sistema economico, a potenti centrali che sono in grado di commissionare scavi clandestini. Rappresenta un pericolo mortale per la cultura pubblica e dei beni comuni, per la nostra identità. Un oggetto strappato al suo contesto è muto, al massimo balbetta. È senza identità. I committenti si dividono fra decine di celebri musei (ad esempio il Paul Getty Museum), ricchissimi signori, grandi trafficanti, collezionisti privati a loro volta fornitori dei musei suddetti o del potente di turno. Le vittime: il patrimonio culturale comune e l’identità dei territori. Sono state svuotate e devastate migliaia di tombe, case e santuari etruschi, romani, italici; nuraghi, sepolture fenicie, pozzi sacri. Cospicua la produzione di falsi.
Storicamente, come illustra bene Fabio Isman nel lavoro citato all’inizio ci sono cupole, capi-mandamento e via dicendo, sino alla mano d’opera in situ. E, aggiungerei, non solo manovalanza su ‘special commission’ ma anche lavoratori autonomi che a loro volta si propongono. Credo che ci siano coperture territoriali, ammiccamenti e complicità, da rompere definitivamente. Ora che la professione di archeologo è riconosciuta grazie alla L. 110/2014, con l’inserimento ufficiale degli archeologi nel ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’, ci sono nuovi strumenti a disposizione del territorio, in Sardegna abbiamo centinaia di archeologi professionisti che possono aiutare i luoghi e le comunità a migliorare il controllo, potenziando il lavoro di tutela e di ricerca. L’unione nei luoghi e la consapevolezza di questi beni comuni da parte delle comunità sono più forti e decisivi delle pur indispensabili norme di tutela. Questo è snodo storico per la Sardegna, e per me ‘luogo’ centrale della mia professione, della mia cittadinanza e della mia didattica sui Beni culturali e ambientali, tre punti per quanto mi riguarda non separabili”.
Francesca Mulas

mercoledì 17 ottobre 2012

SARDI IN VENDITA, VENITE, VENITE!

SARDINIAN BRONZE: COME YE PEOPLE !



1)  

 Sardinian Bronze Figure (Bronzetto)
Bowdoin College Museum of Art · 9400 College Station, Brunswick ME 04011-8494 · 207-725-3275
The Bowdoin College Museum of Art is proud to announce an important addition to its Sardinian Bronze Figure or Bronzetto 
    * Posted: Dec 16, 2006
The Bowdoin College Museum of Art is proud to announce an important addition to its collection of ancient sculpture. A bronze figure (bronzetto) from ancient Sardinia was acquired in June 2004 from an auction held by Sotheby’s in New York. 

2 )  SARDINIAN BRONZE WARRIOR  
      
Jerome M. Eisenberg, Ph.D., Director          (established 1942)
The world’s most extensive selection of fine art of the Ancient World          new york – London.
“Wearing a short tunic and a elaborate plumed helmet, carrying a bow over his shoulder, the quiver case on his back”.
Ex Wladimir Rosenbaum (1894-1984), Ascona, Switzerland; R.G. collection, Calodyne, Mauritius, acquired 1977-85. 
Prehistoric Nuraghic Period, Ca. 8th Century BC 
L. 4 1/2 in. (11.5 cm.) 
GR0805
$55,000
 3 )
  Statuette of an archer – J. Paul Getty Museum,
1200 Getty Center Drive
Los Angeles, CA 90049-168
“Gift of Gustav Dalla Valle”   (REGALO di Gustav Della Valle!)       
Unknown (provenienza sconosciuta, significa!)
Sardinian, about 600 B.C.
Bronze
9 5/8 in.
75.AB.110
 4)
 Lot 57, figure of a warrior, bronze, Sardinian, circa 9th/7th Century B.C., 7 inches high
Casa d’aste  Sotheby’s
November 30, 2005 
Lot 57 is a fine Sardinian bronze figure of a warrior that is dated circa 9th/7th Century B.C. The 7-inch high figure has an estimate of $50,000 to $80,000.
It failed to sell. (è andato invenduto!)
 5)
         Sempre Sotheby’s
Lot 247, Figure of a Warrior, bronze, Sardinian, circa 9th/7th Century B.C., 6 1/4 inches high  
Lot 247 is an excellent Sardinian bronze figure of a warrior that is dated circa 9th/7th Century B.C. The 6 1/4-inch-high figure has his right hand raised in what the catalogue states is a "prayerful gesture," and holds a bow on his left shoulder with a quiver of his back. He is wearing sandals and has a square breastplate hand from his shoulders and is wearing a crested helmet with a large plume. The figure has great dimensionality and character and an estimate of $20,000 to $30,000. It sold for $27,000. (è stato venduto per 27.000 dollari)

6 ) Sardinian Bronze Figure of an Archer (immagine mancante)
January 20, 2009
Phoenix Ancient Art S.A.
6, rue Verdaine
P.O. Box 3516, 1211 Geneva 3, Switzerland 
Period: 8th century B.C.
Culture: Etruscan, Iberian, Sardinian
Category: Statuary, Metalwork
Dimensions: Height: 14.0 cm
Price: SOLD
Provenance: Sotheby’s Antiquities Sale, London, July 10th, 1990, lot no 220. Ex-European private collection (ex collezione europea privata!)
Condition: Very good condition, except missing left leg above the knee. Beautiful original surface with and green brownish patina.
Description :
This superb Sardinian bronze figurine represents an archer, standing, pulling back his bowstring to shoot an arrow. Worked in attenuated form, standing with his head turned sharply to his left and right and pulling back his bowstring to let loose an arrow, and wearing a tunic with short sleeves, rectangular pouch on the chest, and crested and horned helmet, a large quiver of arrows on his back, the face with grooved mouth, beaked nose, and deeply grooved and notched eyebrows.   This bronze figure is a beautiful example from the typology of the Sardinian bronzes and sculptures of the Iron Age. 
Cf. Thimmer, Kunst der Sarden, p. 140, no. 32A Figure of an archer standing, pulling back his bowstring to shoot an arrow.
Bibliography: 
    * THIMME L., « Kunst der Sarden », Munich, p. 40, no.32
    * LILLU, “Sardegna”, pp. 67-71, nos. 17-19, figs. 52-56.
    * ORTIZ G., “In Pursuit of the Absolute Art of the Ancient World”, the George Ortiz collection, Bern, 1996, no.179-180.
    * “The Art of the Italic People”, cat. Expo., Geneva, 1993, p.384, no.256.

 7 ) (Immagine non disponibile il bronzetto fu rubato al Museo di Cleveland ) – Warrior, Sardinia, 9th-8th Century BC 900-700 BC
(è stato recuperato il 7 marzo del 2008).


 8)
 (immagine non disponibile in scala maggiore e persino protetta da Copiright!) 
 Sardinian Bronze Figure (probabile personaggio del culto religioso)
Iron Age, Nuraghic
10th-7th century BC
Height: 17.7 cm – Bronzetto acquistabile presso : Sue Bond Public Relations (established in 1982, specialising in fine arts, antiques and cultural events) .

9)

Sardinian Bronze Bull
New York | Animals

Date:  8th Century BC
Culture:  Sardinian
Category:  Animals, Sculpture
Medium:  Bronze
Dimension: L: 5 cm
Price: $4,000.00
Provenance: Ex-collection, Leo Mildenberg
Serial No: 17659

Questi sopra  sono solamente alcuni esempi, tra i numerosissimi che si possono trovare sull'internet: è pur vero che il fenomeno non riguarda solamente la Sardegna ...
MA,
COME SI VEDE, IL MAGNIFICO PASSATO STORICO DELLA SARDEGNA -  CON LE ESPRESSIONI TARDIVE DI QUELLA CHE FU LA PRIMA  GRANDE CIVILTA’ DEL MEDITERRANEO – E’ IN VENDITA NELLE PIU’ RINOMATE ED ELEGANTI BOUTIQUES INTERNAZIONALI DELL’ARTE. ALCUNE DI QUESTE OPERE SONO STATE REGALATE AI MUSEI DA BENEMERITO MECENATI DI NOME TEDESCO O SVIZZERO. ALTRE SONO STATE RUBATE NEI RISPETTIVI MUSEI E FORTUNOSAMENTE RITROVATE. TUTTO ACCADE ALL’INSAPUTA DEI SARDI. SOTTO GLI OCCHI DELLE AUTORITA’ NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.

TUTTI I BRONZETTI CITATI SONO DI PROVENIENZA INCERTA, O COME SI DICE PIU’ PUDICAMENTE,
SCONOSCIUTA.

Credete che siano stati

forse

RUBATI  ?