L'uomo percepisce l'ambiente attraverso i cinque sensi. Inoltre, possiede una percezione particolare - che è quella del tempo - che non è solamente un adattamento automatico al clima, all'irradiazione solare ed alla stagione (come in alcuni altri animali) bensì è la capacità critica di percepire il trascorrere del proprio tempo biologico, nell'ambiente.Di tutto questo vorrei parlare, per i primi 150 anni: poi, forse patteggeremo su quale prossimo argomento discorrere insieme
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venerdì 9 gennaio 2015
Alcuni Sardi da ricordare
N.B.: Non ho scritto TUTTI i Sardi da ricordare; e non è detto che siano tutti ottimi esempi.
martedì 1 luglio 2014
Morsi e rimorsi.
Non sono uno dei 60 milioni d’esperti commissari tecnici
della Nazionale Italiana di calcio .
Ho assistito con dispiacere al teatrino delle bandiere sui
balconi, che fanno sembrare molto più numerosi gli uffici pubblici (spesso introvabili o trasferiti), le scuole,
le ambasciate, i consolati.
Ho udito con un certo fastidio lo scoppio improvviso delle
trombe pneumatiche usate dai ‘tifosi’ televisivi anche a sproposito, forse con gioiosi intenti carnascialeschi.
Ho appreso con uno strano misto di sensazioni che l’Italia
ha perso contro due nazionali di piccoli paesi sperduti in un altro continente.
La popolazione di ciascuno dei due paesi è poco più numerosa di quella di Roma
(3 milioni).
La Costa Rica (che qualche giornalista ha voluto fare
diventare maschio, definendola ‘il’ Costa Rica: forse crede sia più virile essere stati
brutalizzati da un’entità maschile!) conta 4.8 milioni, inclusi donne, vecchi e
bambini.
L’Uruguay ospita 3.2 milioni d’abitanti, anche se contiene
in sé quella particella ‘scarrupatoria’ che sembra avvalorare l’antico adagio
latino ‘nomen omen’, il destino sta nel
nome: per noi dire Uruguay equivale ormai a “Mamma, li turchi!” o anche al gallico “Guay
ai vinti” (che Brenno pronunciò aggiungendo il peso della propria spada al valore del riscatto da pagare)...
In considerazione di queste realtà numeriche circa i
‘serbatoi’ atletici di cui dispongono i tre paesi, mi sembra potere concludere che l’Italia sia
stata sconfitta due volte, in singolar tenzone, da due nanerottoli che avrebbe
dovuto sapere sconfiggere anche insieme: ma – non essendo un esperto – posso
anche credere che il mio stupore sia ingiustificato.
Ma non è la sconfitta che mi dispiace, né è ciò di cui desidero parlare…
Quello che trovo fuori luogo e totalmente errato è la
reazione mostrata dagli italiani tifosi di calcio, dopo l'esclusione dal mondiale.
Come solito (anche in altri campi, non solo nel calcio) si è subito partiti con le critiche riverberanti di
questo gruppo a quello e di quello a quell’altro, fino a ritornare al primo.
Tutti sparano su tutti e le pallottole colpiscono anche di rimbalzo: ricochet diventa quasi una parola gentile, la definizione tecnica di una danza rituale antica...
- La parte fondamentale di questo ‘ammoino’ mediterraneo consiste nella ricerca del colpevole.
(Ho sentito fare molti nomi: Prandelli, Balotelli, Cassano… L'arbitro, il selvaggio morso sanguinoso di un indio uruguaiano, come se uno solo di
questi potesse avere il potere terrifico di mandare a quel paese l’intero
operato di una squadra fatta da una ventina di persone).
- Una volta identificato il capro espiatorio che verserà
sull’altare il proprio sangue per tutti i colpevoli, tutti gli italiani
s’acquietano, per un poco, come
vampiri satolli.
- Il passo successivo – per niente scevro di nuove ed accanite controversie – è quello
di trovare gli uomini nuovi: quelli che non tradiranno, finalmente! (anche qui,
molti nomi…ma è meglio tacerli, perché - a mio vedere, almeno - non contano alcunché).
Quindi, concludo. Io non so di calcio. Ma so fin troppo bene che:
1)
Trovare un responsabile
non elimina il metodo della
corruzione o della cattiva conduzione, che normalmente coinvolge tutti o la maggior parte dei
componenti di un gruppo.
2)
Non serve mai a nulla cercare un uomo nuovo: è necessario reperire metodi nuovi (possibilmente, quelli corretti ed efficaci).
3)
Nel calcio,
questo problema dei teatranti (i calciatori) e del pubblico (i tifosi) mi fa
sorridere per la sua prevedibile fine fallimentare. Molto meno sorrido nella
realtà Politico- Amministrativa italiana, anch’essa affollata di teatranti altrettanto
privi d’arte e di parte e di un pubblico (tutti noi, purtroppo!) incapace di
farsi valere e quindi di riuscire a farsi rappresentare come si deve.
4)
Mi rendo conto, infine, di essere un idealista a tempo perso:
rappresentare una popolazione di evasori, gaglioffi, abusivi, ladri e
fannulloni è esattamente quello che il teatrino sta già facendo. Per cambiare i
metodi da satrapia orientale della Politica Italiana servirebbe una rivoluzione vera e propria e nessuno la vuole: non sia mai che possa perdere i privilegi che già riceve sottobanco…
martedì 3 giugno 2014
La nuda verità
La Verità è nuda.
(Indubbiamente, è una 'frase fatta', una divinità obsoleta dal vasto Pantheon delle ovvietà fraseologiche, la cui posizione si trova in seconda fila, relegata tra le appassite 'mezze stagioni' e l'onnipresente 'tutto un magna magna' e 'forse pioverà, più tardi'...)
Ma non è solo questo: "La verità è nuda" è anche un ottimo spunto per qualche considerazione, amico mio, Pasuco. E credo che troverai questa chiacchierata d'interesse attuale...
Andiamo con ordine, per paragrafi.
1) La Verità non è affatto bella.
Per gli amanti erotomani del nudo femminile, va subito chiarito che non è affatto certo che essa sia sempre e regolarmente una giovane donna avvenente: anzi, più probabilmente è brutta o bruttina e qualche volta persino orribile. Può talvolta mostrarsi come una donna d'età stagionata, con un suo dignitoso portamento altero e ancora ben visibili le tracce di un'antica bellezza sfiorita. Ma può anche - e più probabilmente - essere una vecchia megera sgraziata, mai stata bella o garbata in tutta la sua vita...
Comunque sia, la verità è - e dovrebbe restare - nuda, si sa che quella è la sua condizione naturale: è l'unica che permetta la piena trasparenza, il controllo immediato, la fiducia indiscussa, automatica, sincera. E la partecipazione consapevole.
Molti, invece, si preoccupano di rivestirla e si danno un gran daffare, si agitano, si affannano e faticano assaiv visibimente. Essi non dimenticano - malgrado tutto l'impegno profuso - di mandare chiaro il messaggio al vasto pubblico di quanto essi siano altruistici e amanti della Verità, ma unicamente per il bene pubblico e sociale. Altrimenti, non si darebbero tanto pensiero.
Come si può essere contrari ad tale atteggiamento?
Eppure, qualcuno c'è: e si tratta di qualcuno che si è accorto - guarda caso - che questi benefattori non sono affatto mossi da amore per la Verità. E ciò ci conduce al secondo paragrafo, amico mio...
2) Chi riveste la verità non lo fa per amore.
I vari samaritani - più o meno improvvisati - che rivestono la Verità, hanno sempre e regolarmente un proprio preciso interesse a farlo. Più spesso, se si indaga bene, si scopre che in realtà questi samaritani sono sarti, che promuovono i prodotti della propria sartoria. Si potrebbe credere che sia un'attività comunque encomiabile, in quanto 'la pubblicità è l'anima del commercio'. Che male fanno, in fondo?
Per il momento lasciamo pure in sospeso la risposta a questo quesito.
Ma - d'altro canto - si deve anche ammettere che degli eventuali brividi, di freddo o di pudore, della Verità stessa ad essi non importi un soldo bucato: l'unico loro interesse è organizzare parate, sfilate, incontri, congressi, articoli, corsi, studi e lezioni sul loro prodotto. Nient'altro.
3) Che male fanno.
A parte l'assioma per cui la Verità deve essere nuda, alcuni dei vestiti che le vengono imposti - ammettiamolo - le stanno proprio male e sono totalmente improponibili... L'abbiamo vista in pelliccia a ferragosto ed in bikini sulle nevi delle Alpi, insieme ad Otzi. Corre il rischio di perdere ogni credibilità.
4) Tutte le varie Verità.
Naturalmente, gli abiti che si mettono alla Verità devono essere graditi al pubblico presente alla sfilata. E probabilmente, è opportuno scegliere un argomento che possieda un certo interesse: non si parlerà quindi del controllo della Fillossera ad un raduno di surfisti, né viceversa dell'Onda perfetta ad un raduno di agronomi.
Le varie Verità vestite, pertanto, compaiono e figurano in tutti i campi e gli ambienti della Società, del Mondo del Lavoro, della Cultura (e specialmente della Sottocultura!), dell'Informazione, dello Spettacolo e dell'Arte.
Le varie Verità vestite hanno in comune il processo di crescita (anche se alcune abortiscono presto, fortunatamente).
Si procederà per gradi e stadi.
5) L'evoluzione naturale.
Dapprima la singola 'Verità vestita' sarà solamente un gruppo d'azione ristretto, quasi segreto. Poi si diventerà un gruppo di pensiero o - meglio ancora, crescendo - un 'movimento di pensiero': si noti che - pur implicando il 'pensiero' qualche cosa di culturale, la cultura non sia necessariamente presente nella ricetta, anche se è sbandierata spesso dagli attivisti... Fondamentale per ogni movimento di pensiero è almeno un Guru che ne incarni e rappresenti la filosofia e ne organizzi le mosse. Si dovrà organizzare il marketing, con apposite pubblicazioni, presenziando a manifestazioni (inizialmente di altri, in seguito si organizzeranno le proprie), raccogliendo consensi e dandosi una funzione socialmente utile e localmente molto apprezzata. Questo aumenterà i numeri del seguito, incrementerà l'appoggio popolare ed infine permetterà il grande salto: si diventerà un partito politico.
6) Distruggere ogni dissenso.
Affinché il punto 5) possa giungere al suo completo sviluppo, è poi assolutamente necessario che il dissenso (fortunatamente presente, in ogni democrazia) sia zittito in modo conveniente. Si dovrà quindi fare di tutto per apparire pubblicamente 'buoni ed onesti', 'culturalmente e socialmente utili', 'motivati dal bene comune'. Quindi, si dovrà risultare totalmente disinteressati e mossi unicamente dall'assoluta necessità di rivestire la Verità, che così com'è - cioè nuda - soffre indubbiamente moltissimo.
Si dovrà anche apparire più numerosi di quanti si è: questo non è difficile, ricorrendo a seguaci molto attivisti, presenzialisti e rumorosi, che impiegano i soscial netteuorke.
Non sarà difficile dipingere i dissidenti come reprobi perversi.
7) Metodi violenti.
Si dovranno senza dubbio fare numerosi richiami all'attenzione di un vasto gregge di pubblico notoriamente distratto, troppo spesso indifferente e talvolta addirittura addormentato. Questi richiami potranno dovere essere energici e qualche volta anche risultare un po' troppo entusiasticamente sentiti. Ma non sarà violenza, mai: sarà fervore giovanile, irruenza dettata dall'inesperienza, mai METODO. Si dovrà convincere l'uditorio dissenziente che ' loro non hanno compreso' per proprie insite e ben riconosciute manchevolezze, ormai note al vasto pubblico: nessuno è mai così sicuro di sé da non accusare il colpo.
Potrei continuare ancora a lungo, Pasuco, ma - veramente - non ne ho più voglia...
Ma ti confesso la mia intima convinzione, bellissima e segreta.
In fondo, ho ancora una forte fiducia in un manipolo d'intellettuali irriducibili - che esistono, lo so: alcuni di loro li conosco personalmente e qualcuno lo frequento - e sono convinto che l'imperante incultura italiana del momento non prevarrà, alla fine.
Sono un pazzo ottimista...
(Indubbiamente, è una 'frase fatta', una divinità obsoleta dal vasto Pantheon delle ovvietà fraseologiche, la cui posizione si trova in seconda fila, relegata tra le appassite 'mezze stagioni' e l'onnipresente 'tutto un magna magna' e 'forse pioverà, più tardi'...)
Ma non è solo questo: "La verità è nuda" è anche un ottimo spunto per qualche considerazione, amico mio, Pasuco. E credo che troverai questa chiacchierata d'interesse attuale...
Andiamo con ordine, per paragrafi.
1) La Verità non è affatto bella.
Per gli amanti erotomani del nudo femminile, va subito chiarito che non è affatto certo che essa sia sempre e regolarmente una giovane donna avvenente: anzi, più probabilmente è brutta o bruttina e qualche volta persino orribile. Può talvolta mostrarsi come una donna d'età stagionata, con un suo dignitoso portamento altero e ancora ben visibili le tracce di un'antica bellezza sfiorita. Ma può anche - e più probabilmente - essere una vecchia megera sgraziata, mai stata bella o garbata in tutta la sua vita...
Comunque sia, la verità è - e dovrebbe restare - nuda, si sa che quella è la sua condizione naturale: è l'unica che permetta la piena trasparenza, il controllo immediato, la fiducia indiscussa, automatica, sincera. E la partecipazione consapevole.
Molti, invece, si preoccupano di rivestirla e si danno un gran daffare, si agitano, si affannano e faticano assaiv visibimente. Essi non dimenticano - malgrado tutto l'impegno profuso - di mandare chiaro il messaggio al vasto pubblico di quanto essi siano altruistici e amanti della Verità, ma unicamente per il bene pubblico e sociale. Altrimenti, non si darebbero tanto pensiero.
Come si può essere contrari ad tale atteggiamento?
Eppure, qualcuno c'è: e si tratta di qualcuno che si è accorto - guarda caso - che questi benefattori non sono affatto mossi da amore per la Verità. E ciò ci conduce al secondo paragrafo, amico mio...
2) Chi riveste la verità non lo fa per amore.
I vari samaritani - più o meno improvvisati - che rivestono la Verità, hanno sempre e regolarmente un proprio preciso interesse a farlo. Più spesso, se si indaga bene, si scopre che in realtà questi samaritani sono sarti, che promuovono i prodotti della propria sartoria. Si potrebbe credere che sia un'attività comunque encomiabile, in quanto 'la pubblicità è l'anima del commercio'. Che male fanno, in fondo?
Per il momento lasciamo pure in sospeso la risposta a questo quesito.
Ma - d'altro canto - si deve anche ammettere che degli eventuali brividi, di freddo o di pudore, della Verità stessa ad essi non importi un soldo bucato: l'unico loro interesse è organizzare parate, sfilate, incontri, congressi, articoli, corsi, studi e lezioni sul loro prodotto. Nient'altro.
3) Che male fanno.
A parte l'assioma per cui la Verità deve essere nuda, alcuni dei vestiti che le vengono imposti - ammettiamolo - le stanno proprio male e sono totalmente improponibili... L'abbiamo vista in pelliccia a ferragosto ed in bikini sulle nevi delle Alpi, insieme ad Otzi. Corre il rischio di perdere ogni credibilità.
4) Tutte le varie Verità.
Naturalmente, gli abiti che si mettono alla Verità devono essere graditi al pubblico presente alla sfilata. E probabilmente, è opportuno scegliere un argomento che possieda un certo interesse: non si parlerà quindi del controllo della Fillossera ad un raduno di surfisti, né viceversa dell'Onda perfetta ad un raduno di agronomi.
Le varie Verità vestite, pertanto, compaiono e figurano in tutti i campi e gli ambienti della Società, del Mondo del Lavoro, della Cultura (e specialmente della Sottocultura!), dell'Informazione, dello Spettacolo e dell'Arte.
Le varie Verità vestite hanno in comune il processo di crescita (anche se alcune abortiscono presto, fortunatamente).
Si procederà per gradi e stadi.
5) L'evoluzione naturale.
Dapprima la singola 'Verità vestita' sarà solamente un gruppo d'azione ristretto, quasi segreto. Poi si diventerà un gruppo di pensiero o - meglio ancora, crescendo - un 'movimento di pensiero': si noti che - pur implicando il 'pensiero' qualche cosa di culturale, la cultura non sia necessariamente presente nella ricetta, anche se è sbandierata spesso dagli attivisti... Fondamentale per ogni movimento di pensiero è almeno un Guru che ne incarni e rappresenti la filosofia e ne organizzi le mosse. Si dovrà organizzare il marketing, con apposite pubblicazioni, presenziando a manifestazioni (inizialmente di altri, in seguito si organizzeranno le proprie), raccogliendo consensi e dandosi una funzione socialmente utile e localmente molto apprezzata. Questo aumenterà i numeri del seguito, incrementerà l'appoggio popolare ed infine permetterà il grande salto: si diventerà un partito politico.
6) Distruggere ogni dissenso.
Affinché il punto 5) possa giungere al suo completo sviluppo, è poi assolutamente necessario che il dissenso (fortunatamente presente, in ogni democrazia) sia zittito in modo conveniente. Si dovrà quindi fare di tutto per apparire pubblicamente 'buoni ed onesti', 'culturalmente e socialmente utili', 'motivati dal bene comune'. Quindi, si dovrà risultare totalmente disinteressati e mossi unicamente dall'assoluta necessità di rivestire la Verità, che così com'è - cioè nuda - soffre indubbiamente moltissimo.
Si dovrà anche apparire più numerosi di quanti si è: questo non è difficile, ricorrendo a seguaci molto attivisti, presenzialisti e rumorosi, che impiegano i soscial netteuorke.
Non sarà difficile dipingere i dissidenti come reprobi perversi.
7) Metodi violenti.
Si dovranno senza dubbio fare numerosi richiami all'attenzione di un vasto gregge di pubblico notoriamente distratto, troppo spesso indifferente e talvolta addirittura addormentato. Questi richiami potranno dovere essere energici e qualche volta anche risultare un po' troppo entusiasticamente sentiti. Ma non sarà violenza, mai: sarà fervore giovanile, irruenza dettata dall'inesperienza, mai METODO. Si dovrà convincere l'uditorio dissenziente che ' loro non hanno compreso' per proprie insite e ben riconosciute manchevolezze, ormai note al vasto pubblico: nessuno è mai così sicuro di sé da non accusare il colpo.
Potrei continuare ancora a lungo, Pasuco, ma - veramente - non ne ho più voglia...
Ma ti confesso la mia intima convinzione, bellissima e segreta.
In fondo, ho ancora una forte fiducia in un manipolo d'intellettuali irriducibili - che esistono, lo so: alcuni di loro li conosco personalmente e qualcuno lo frequento - e sono convinto che l'imperante incultura italiana del momento non prevarrà, alla fine.
Sono un pazzo ottimista...
giovedì 4 aprile 2013
GOVERNO - ISTRUZIONI
ISTRUZIONI PER FARE UN GOVERNO ITALIANO SOLIDO E DURATURO
![]() |
| GOVERNO ITALIANO TIPICO |
SEGUIRE PASSO PER PASSO LE ISTRUZIONI ACCLUSE NELLE SCATOLE DI
MONTAGGIO, E DI FISSAGGIO AD UNA SOLIDA BASE AVENDO CURA DI NON
DANNEGGIARE LE SCATOLE STESSE.
NON SI RISPONDE PER DANNI CAUSATI DA UNA CATTIVA INTERPRETAZIONE,
ERRATA APPLICAZIONE, O DA MANCATA ESECUZIONE DI PASSI FONDAMENTALI
DESCRITTI NEL MANUALE ILLUSTRATO DELLE ISTRUZIONI STESSE.
PER EVENTUALI PUNTI NON CHIARI, PROBLEMI O DOMANDE, RIVOLGERSI AL
NUMERO VERDE RIPORTATO SUL LATO MANCANTE DELLA BOLLA
D'ACCOMPAGNAMENTO O SCRIVERE ALLLA SEDE CENTRALE SITA IN P.ZZA
ST'ARNESE, ROMA SNC - 00100
martedì 29 gennaio 2013
POLITICA & SCARABEI
Quando la Luna è assente dal cielo notturno, le stelle sono l'unico indicatore celeste di direzione.
Ciononostante, si credeva che solo gli uccelli, le foche e gli esseri umani fossero in grado di sfruttare questo fatto.
Si credeva anche che lo scarabeo stercorario salisse sulla palla di sterco appena fatta ed eseguisse una danza, prima di portarla via golosamente, come un politico fa gelosamente con la borsa piena di soldi nostri.
Ebbene, Pasuco, l'apparenza inganna!
Quella non è affatto una danza: lo scarabeo sale invece sulla palla di sterco per orientarsi meglio con le fonti di luce disponibili e decidere una direzione di fuga.
Ma è inutile chiederglielo: negherà sempre, anche l'evidenza!
E questo dà tutto un altro significato all'espressione "danzare sotto le stelle": che peccato che la scienza debba sempre sciupare cinicamente ogni romanticismo insito in attività poetiche quali: peculato, truffa, voti di scambio ed in tutte le altre palle di sterco che i nostri politici sanno comporre!

Bene, Pasuco, te lo dico in modo chiaro e diretto: ora esiste un rigoroso studio scientifico (si tratta di uno studio in collaborazione tra svedesi e sud-africani)* che dimostra che lo scarabeo stercorario africano adotta il sole, la luna e la luce polarizzata notturna, allo scopo di procedere in linea retta. Gli scienziati hanno stabilito anche che non gli importa molto dove vada: l'unica cosa che gli importa è allontanarsi dalla feroce competizione di altri scarabei concorrenti e dagli inquirenti. Questo lo può ottenere in modo migliore se segue un percorso d'allontanamento rettilineo.
Anche in assenza di luna, lo scarabeo stercorario riesce egualmente ad orientarsi e fugge con il proprio tesoretto sferico e puzzolente lungo una linea accuratamente diritta, a meno che il cielo non sia coperto.
Questo ha fatto pensare che lo scarabeo sappia sfruttare il cielo stellato come indicatore: un'impresa che fino ad oggi non è stata dimostrata possibile per nessun altro insetto (sì, Pasuco: si sospetta questa capacità d'orientamento per alcuni insetti, alcuni vertebrati e per i ragni, ma non è stato provato). Nel corso di un esperimento nel Planetario di Wits, lo scarabeo è stato capace di orientarsi solamente se era rappresentata la Via Lattea.

Lo scarabeo stercorario possiede un cervello molto piccolo ed una minima capacità di ragionamento.
I suoi occhi sono troppo deboli per distinguere le singole stelle: pertanto esso sfrutta il gradiente d'intensità di luce, per mantenere un percorso che non sia erratico o circolare, in modo da non tornare indietro verso i concorrenti politici durante la campagna elettorale e conservare un percorso rettilineo che lo porti in salvo.
L'esperimento è stato condotto anche coprendo gli occhi dello scarabeo, in modo che non potesse vedere affatto: in questo modo, si è potuto dimostrare che il politico diventa improvvisamente onesto e non scappa più con i nostri soldi.
Si suppone che questo studio ne faciliterà altri, che possano infine risolvere la deplorevole situazione Italiana.
Scientific Source: Wits University
[January 24, 2013]
Current Biology, 24 January 2013
Copyright © 2013
Elsevier Ltd All rights reserved.
10.1016/j.cub.2012.12.034
Authors
* I sud-Africani hanno fornito gli scarabei stercorari. Gli Svedesi non hanno fornito chiarimenti su come siano riusciti a procurarsi i politici italiani.
** Si chiede scusa agli autori di un serio ed interessante lavoro scientifico per l'abietto uso improprio che se ne è fatto su questo post.
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