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mercoledì 25 luglio 2012



Eleanor Rigby 

è una canzone piuttosto importante, oltre ad essere bellissima, perché costituisce una svolta nell’evoluzione del quartetto dei Beatles. Con questa canzone si accentua la trasformazione da gruppo “Pop” ad un gruppo più serio, impegnato nella sperimentazione di musica più profonda, come già avevano cominciato a fare con l’album “Rubber Soul” (nel titolo c’è un rimprovero alla finta musica soul - rubber soul, appunto si riferisce alla plastica, alla gomma come materiale vile - prodotta da alcuni musicisti bianchi).
E’ la prima canzone di un gruppo Pop a deviare così decisamente dal tema dell’amore per impegnarsi in una descrizione così seria e disperata di una condizione umana drammatica: fu uno shock per gli ascoltatori. Malgrado ciò raggiunse la cima delle classifiche. Precorre altre opere sperimentali e bellissime (che compariranno in Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band) quali “A Day In The Life”, che tratta di un suicidio.
Eleanor Rigby fu prima nella Hit Parade Inglese per 4 settimane. Negli USA, invece, pagò l’effetto negativo di una frase infelice di John Lennon, che – scherzando – aveva dichiarato di essere ormai “più famoso di Gesù Cristo”.
La composizione è quasi esclusivo merito di Paul McCartney (dichiarazioni contrarie di Lennon furono sconfessate).
Uscì come disco singolo il 5 Agosto del ’66. Fu il primo singolo della storia con un “doppio lato A”: sull’altro lato c’era, infatti, “Yellow Submarine”. Uscì contemporaneamente nell’Album “Revolver”.
La canzone è fortemente caratterizzata da due personaggi emblematici della solitudine disperata e struggente dell’uomo: Eleanor Rigby e Padre Mc Kenzie, di cui appaiono alcune brevi e brucianti  immagini, accompagnate da uo splendido ottetto di archi ( brillante idea del produttore George Martin, non a caso detto “il quinto Beatle”). Si tratta di 4 violini, due viole e due violoncelli, che quasi rendono palpabile la sensazione di estrema solitudine dei personaggi. John Lennon ebbe a dire che l’idea dell’orchestra era stata di Paul McCartney, molto entusiasmato da Vivaldi in quel periodo. Eleanor e il sacerdote hanno in comune la stessa chiesa, ma non s’incontrano mai e quindi non possono confortarsi a vicenda: “nessuno (di loro) fu salvato”, quindi, probabilmente si riferisce a questo pessimistico fatto.
Il nome Eleanor Rigby – a quanto pare – non fu inventato da Paul: nel 1980, i beatle fans scoprirono che nel cimitero della chiesa di Saint Peter esiste infatti la tomba della famiglia Rigby ed una Eleanor figura tra coloro che vi sono sepolti. La chiesa si trova nella zona di Woolton a Liverpool), proprio quella in cui Paul conobbe John (il 6 luglio 1957 durante una festa parrocchiale): John si stava esibendo lì con il suo gruppo, “The Quarry Men”. 



Una vera Eleanor Rigby  risulta essere nata nel 1895 e vissuta a Liverpool (Woolton) dove si sposò e morì il 10 Ottobre 1939 all’età di 44 anni.  Annie Mawson, che insegnava musica ai bambini andicappati, scrisse a Paul Mc Cartney che era riuscita ad insegnare ad uno dei propri studenti “Yellow Submarine” e che questo fatto era stato per lui motivo di grande gioia. Nel giugno 1990, Paul McCartney in persona  donò in beneficenza all’istituzione di Annie Mawson, la  Sunbeams Music Trust, un documento (un registro dei salari dell’Ospedale Cittadino di Liverpool) datato 1911, che era stato firmato dall’allora sedicenne “E. Rigby”.

La quartultima firma è quella di E. Rigby, scullerymaid (lavapiatti), 14 sterline.

 Il documento sollevò moltissimo interesse tra i collezionisti e fu venduto all’asta nel 2008  per 115.000 sterline. Nel registro, Eleanor Rigby figura come una sguattera, quella che adesso chiameremmo una inserviente non specializzata della cucina. Quindi la vera Eleanor non visse sola, perché si sposò, ma probabilmente visse una vita di povertà e di stenti, almeno fino al matrimonio; e morì giovane.
Quanto sopra contrasta con la versione ufficiale sempre sostenuta da McCartney, di avere ottenuto il nome dal negozio di liquori “Rigby and Evens” ed il nome Eleanor dall’attrice Eleanor Bron. Intervistato al riguardo del registro firmato da Eleanor, dichiarò: “ Eleanor è un nome di fantasia. Ma se qualcuno vuole pagare tutti quei soldi per un documento che proverebbe l’esistenza di un personaggio di fantasia, per me va benissimo”. Nella stessa intervista Paul spiega che  “La faccia che conserva in un vasetto affianco alla porta” si spiega con le creme che la povera donna sola usa per sembrare più giovane. Padre McKenzie era inizialmente McCartney, ma poi Paul, pensando ai fastidi giornalistici che ne avrebbe ricevuto insieme al padre, lo cambiò.  Inizialmente, invece che Eleanor Rigby, Paul assicura che aveva scelto un altro nome: “Miss Daisy Hawkings”.

Testo:
Ah, look at all the lonely people
Ah, look at all the lonely people

Eleanor Rigby picks up the rice in the church where a wedding has been,
Lives in a dream
Waits at the window, wearing the face that she keeps in a jar by the door
Who is it for?

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?

Father Mckenzie writing the words of a sermon that no one will hear
No one comes near.
Look at him working, darning his socks in the night when there's nobody there
What does he care?

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?

Ah, look at all the lonely people
Ah, look at all the lonely people

Eleanor Rigby died in the church and was buried along with her name
Nobody came
Father Mckenzie wiping the dirt from his hands as he walks from the grave
No one was saved

All the lonely people (ah, look at all the lonely people)
Where do they all come from?
All the lonely people, where do they all belong?

TRADUZIONE:
Ah, guarda tutte le persone  sole
Eleanor Rigby raccoglie il riso in una chiesa dove c’è stato un matrimonio.
Vive in un sogno
Indossando la faccia che conserva in un vasetto affianco alla porta
Per chi è?

Tutte le persone sole
Da dove vengono?
Tutte le persone da sole
Qual’è il loro posto?

Padre McKenzie scrive le parole di un sermone che nessuno sentirà
Nessuno s’avvicina
Guardalo lavorare, rammenda i calzini di notte quando non c’è nessuno
Cosa gl’importa?

Tutte le persone sole
Da dove vengono?
Tutte le persone da sole
Qual’è il loro posto?

Ah, guarda tutte le persone sole
Ah, guarda tutte le persone sole

Eleanor Rigby è morta nella chiesa ed è stata sepolta con il proprio nome.
Nessuno è venuto.
Padre McKenzie si pulisce le mani sporche mentre s’allontana dalla tomba.
Nessuno si è salvato.

Tutte le persone sole
Da dove vengono?
Tutte le persone da sole
Qual’è il loro posto?

Ah, guarda tutte le persone sole
Ah, guarda tutte le persone sole

http://www.youtube.com/watch?v=OaRNrDaoMqw



http://www.youtube.com/watch?v=3Dsz4dB6DuM

martedì 17 luglio 2012

The Boxer/Il Pugile.
Scelgo questa, tra le tante bellissime canzoni di Simon e Garfunkel, perché essa possiede un significato ed una forma particolari.
E’ una canzone che si contraddice: la musica è incalzante, ritmata, allegra e pimpante, con quel coro squillante di “Lai-la-lai” inframmezzato ad una storia che invece è grigia e triste.
Il risultato è un contrasto, che può turbare chi davvero ascolti la canzone.
E’ scritta in modo poetico: sembra la storia di un ragazzino che non trovando lavoro si dedica alla boxe. Ma forse è la storia di ognuno di noi. Che cerca lavoro e non lo trova. Che passa brutti momenti di solitudine e non sa come superarli. Che ha sprecato il proprio tempo nella speranza che false promesse fossero mantenute. Che ha pensato mille volte di far ritorno a casa, umiliato, offeso.
Ma che – in fondo – alla fine fa proprio quello che fa il pugile: resta sul ring e combatte, come tutti. Forse per coraggio, forse solo perché non ha più la forza di andarsene, chissà?.
 Il testo, tradotto:
I am just a poor boy     sono solo un povero ragazzo
Though my story's seldom told anche se la mia storia si racconta di rado             
I have squandered my resistance ho sprecato la mia resistenza
For a pocket full of mumbles, such are promises per una manciata di  mormorii, quali sono le promesse
All lies and jests 
tutte bugie e battute
Still a man hears what he wants to hear ma un uomo sente quello che vuol sentire
And disregards the rest  e trascura il resto.
When I left my home and my family
Quando lasciai la mia casa e la mia famiglia
I was no more than a boy non ero più che un ragazzo
In the company of strangers 
In compagnia di estranei
In the quiet of the railway station running scared
Correndo spaventato nella quiete della stazione ferroviaria
Laying low, seeking out the poorer quarters
Restando basso, cercando I quartieri più poveri
Where the ragged people go 
Dove vanno gli straccioni
Looking for the places only they would know
Cercando I posti che solo loro conoscono

Lie la lie ...
[yrics from: http://www.lyricsfreak.com/s/simon+and+garfunkel/the+boxer_20124664.html ]
Asking only workman's wages Chiedendo solo salari da lavoratore
I come looking for a job
Vengo a cercare un lavoro
But I get no offers, 
Ma non ricevo offerte,
Just a come-on from the whores on Seventh Avenue
Solo un invito dalle prostitute della Settima Avenue  
I do declare, there were times when I was so lonesome
Lo dichiaro, ci sono state volte che ero così solo
I took some comfort there 
Che ho preso conforto lì.

Lie la lie ...

Then I'm laying out my winter clothes Allora tiro fuori I miei vestiti invernali
And wishing I was gone
E spero di essere partito
Going home
Per andare a casa
Where the New York City winters aren't bleeding me 
Dove gli inverni di New York City non mi fanno sanguinare
Bleeding me, going home 
Sanguinare, andando a casa
In the clearing stands a boxer
Nello spazio sta un pugile
And a fighter by his trade
E un combattente per suo mestiere
And he carries the reminders
E porta tutte le cicatrici
Of ev'ry glove that layed him down
Di ogni guantone che lo ha steso
Or cut him till he cried out
O lo ha tagliato, fino a che ha urlato
In his anger and his shame
Con rabbia e con vergogna
"I am leaving, I am leaving"
“Me ne vado, me ne vado”
But the fighter still remains 
Ma il combattente rimane lì, ancora.

Lie la lie ...