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sabato 29 novembre 2014

MEDIOEVO STRUMENTALE MEDIATICO


Ci risiamo!
La superstizione (degli anni bui), l’allarmismo retrivo (da popolo bue), la strumentalizzazione mediatica (interessata?).

Ora, ancora una volta – come sempre – si torna a confondere la cura della malattia con la malattia stessa.

È – ancora una volta – il caso dei vaccini: e tutti tornano a tremare, a fare gesti apotropaici (le tre prese di sale, le sputacchielle, toccamenti osceni ed altro ancora), a guardare con sospetto i gatti neri e sospettare la presenza degli untori manzoniani.

Siamo gente irrazionale, siamo pecore da lana.

Siamo ancora fermi al “Post hoc, propter hoc”: se un fatto è successo dopo un altro, evidentemente deve stato causato proprio da quello.

Il che equivale a dire che il sig. Rossi si è messo la cravatta (di Marinella, invece che quella di Gucci) alle ore 7:30 ed è morto d’infarto alle ore 7:45, allora è morto per colpa della cravatta. Non compriamo più quella cravatta, Domineddio: è pericolosa!

SOLO SOSPETTI INFONDATI - Si sospetta una correlazione con due lotti di vaccino Fluad, prontamente bloccati dall'Aifa ieri. La stessa Agenzia del Farmaco ha reso noto che sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza ulteriori otto segnalazioni di decessi di soggetti ai quali nei giorni precedenti era stata somministrata una dose di vaccino Fluad della Novartis Vaccines and Diagnostics (il totale, adesso, è di 11: ma certamente crescerà).
Si tratta di dosi che appartengono sia ai lotti che ieri sono stati oggetto del provvedimento Aifa di divieto di utilizzo, sia ad altri lotti. Complessivamente, quindi, le segnalazioni sono al momento 11 su oltre 4 milioni di dosi autorizzate alla commercializzazione.

11 su 4 milioni! Significa meno dello 0,0003 % di possibilità, ANCHE (e non è affatto provato, né probabile) se i sospetti fossero fondati.

Si deve usare il cervello e la capacità di discriminare: La Asl di Como ha comunicato alla Regione Lombardia il decesso di un paziente a cui era stato somministrato il farmaco incriminato, e anche a Parma c'e' un decesso sospetto, un ultranovantenne con diverse patologie.  Altri due anziani che si erano vaccinati, entrambi a Roma, sono deceduti.
E – naturalmente – piovono altre segnalazioni all'Agenzia del Farmaco relative a ulteriori lotti.
Luca Pani, direttore dell'Aifa, precisa che le notizie sono da confermare e da analizzare meglio: pur non escludendo successivi e prudenziali ritiri del medicinale, c’è da dire che non vi è comunque la certezza di una correlazione fra la somministrazione dei vaccini e le morti. La concordanza temporale sospetta (post hoco, propter hoc) non può mai costituire una certezza.

La Novartis (casa farmaceutica che produce il Fluad) comunica che non vi è alcuna contaminazione nei due lotti di vaccino sospesi dall'Aifa. Circa 500.000 dosi sono state distribuite soltanto in Italia, dopo aver superato tutti i controlli di sicurezza e qualita', inclusi quelli previsti d’obbligo dalle autorita' preposte. Successive verifiche di conformità dei due lotti di vaccino hanno confermato la rispondenza a tutti gli standard produttivi e qualitativi, senza rilevarne alcuna contaminazione. Per il momento la Regione Lazio ha dato disposizione a tutte le Aziende sanitarie locali di sospendere, in via precauzionale, e in attesa delle comunicazioni ufficiali dell'Aifa, la distribuzione e la somministrazione del vaccino Fluad in giacenza a prescindere dai lotti segnalati.

"Se ci fosse una campagna per fermare le vaccinazioni, non esiteremmo a definirla irresponsabile", afferma Walter Ricciardi, commissario straordinario dell'Istituto Superiore di Sanità che invita alla cautela e a non lasciarsi prendere dal panico: "La settimana prossima avremo i risultati tossicologici, ed entro trenta giorni quelli definitivi all'Aifa".
Il ritiro dei due lotti del vaccino antinfluenzale Fluad della Novartis è esclusivamente di natura prudenziale. Ma - naturalmente - l'impatto che la cosa ha sull'opinione pubblica è la conferma della dichiarata pericolosità accertata del vaccino. 
Le autorità sanitarie casigliano comunque di proseguire la campagna di vaccinazione antinfluenzale.

Il fronte dei controlli, naturalmente, non si limita a quello sanitario. 
- I Carabinieri dei Nas stanno eseguendo in Sicilia e Molise il sequestro di materiale e documenti nell'ambito delle indagini scattate dopo il blocco dei due lotti.
- La Procura di Siena ha aperto un'inchiesta sulla vicenda ma non ci sono iscritti nel registro degli indagati. 
- Anche la procura di Prato ha aperto un'inchiesta relativa alla morte del novantenne che aveva assunto una dose di vaccino e si starebbe valutando la riesumazione della salma, già tumulata. 
- Il ministero della Salute, a breve, attiverà il numero verde 1500 per informazioni e chiarimenti.
- Il Codacons ha invece deciso (!) di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica per chiedere il sequestro dei lotti di vaccino sospetti, e diffida il Ministero della Salute a bloccare immediatamente la campagna per la vaccinazione avviata in Italia. 
- E' stata inoltre presentata un’interrogazione parlamentare (PD) al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, chiedendo chiarimenti sulla vicenda, come se i chiarimenti da altre fonti fossero menzogne o notizie per sentito dire...

- Le istituzioni sanitarie, dall'Aifa all'Istituto superiore di sanità, raccomandano comunque la prosecuzione della campagna vaccinale antinfluenzale. 

- E lo fanno anche i medici: a fronte dei decessi sospetti segnalati in queste ultimi due giorni, ha rilevato il presidente della Societa' italiana di medicina generale, Claudio Cricelli, ''ricordiamoci che solo lo scorso anno per complicanze legate alla patologia influenzale sono morte in Italia più di 8.000 persone e in Europa oltre 40mila".

Una domanda su cui riflettere:

Perché nessuno si è preoccupato di 8.000 morti certe per influenza nel 2013 ed invece facciamo tanto chiasso mediatico per 11 sospetti assolutamente non provati?

sabato 15 novembre 2014

VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE.


In questo periodo vado in bestia nel sentire la ripetizione inutile ed ossessiva d'informazioni economiche, meteo, del traffico e di cronaca. Specialmente al pensiero che alcune informazioni molto più importanti e vitali non riescono a farsi spazio nel ginepraio dissennato dell'informazione pubblica.  
Allora provvedo indegnamente io, nella (pur vaga) speranza che qualcuno le ripeta in giro...

Se – per caso – sei tentato di 'saltare' la vaccinazione antinfluenzale quest'anno, considera i seguenti fatti... 

1) La vaccinazione anti influenza riduce del 50% il rischio per infarto o per ictus cerebri e riduce del 40% la conseguente mortalità.

2) Già in precedenza era stato dimostrato che esiste un rapporto diretto tra infezioni respiratorie ed attacco cardiaco.

3) In particolare, si ha la riduzione del 20% di rischio per primo attacco cardiaco in pazienti di 40 anni, se vaccinati (anche se presenti i fattori predisponenti all’infarto: fumo, alto colesterolo, ipertensione, diabete, sesso maschile).

4) Dove l’Osservatorio Epidemiologico osserva un picco di infarti, in genere è già presente un iniziale focolaio di influenza…

5) Le cause di questo rapporto diretto di causa ed effetto consistono in questo: l’infiammazione (causata dall’influenza) ha un effetto distruttivo sulla placca arteriosclerotica di colesterolo nella parete dei vasi arteriosi. I meccanismi automatici di riparazione danno allora inizio alla formazione di un coagulo. Da qui possono eventualmente aversi due complicazioni: la prima è l’ostruzione di un vaso arterioso coronario (che produce l’infarto cardiaco), la seconda è l’arrivo di un coagulo ai vasi del cervello (che produce l’ictus cerebrale ischemico).

6) Che sia la destabilizzazione della placca arteriosclerotica a causare tutto è dimostrato per differenza dal fatto che soggetti con grandi depositi arteriosclerotici (non sottoposti a processi infiammatori) possono non avere conseguenze, mentre soggetti con scarsa arteriosclerosi  (però esposti a fenomeni infiammatori) possono vanno incontro a queste malattie cardio- e cerebro- vascolari.

7) Evitare i fenomeni infiammatori è quindi importante: ecco perché è importante evitare l’influenza.

8) Anche altri eventi negativi sono scongiurati dalla vaccinazione anti influenzale:
- embolia polmonare (coagulo nel polmone)
- trombosi venosa profonda (coagulo nelle vene delle gambe).
A seconda dell’età, la riduzione del rischio per questi fenomeni varia tra il 26% ed il 48%.

VACCINATI: TI CONVIENE.
(*dati medici ufficiali tratti da studi internazionali).

venerdì 17 ottobre 2014

La Mutazione


La Mutazione, (spiegata in modo semplice, Pasuco: se non la capisci qui, rinuncia a comprendere la Genetica tutta).

Che cosa è.
Si tratta di una modifica del DNA, che può anche esprimersi con differenze fenotipiche (visibili a occhio nudo).
È riconducibile ad un errore di copiatura, durante la fase di replicazione del DNA (durante la duplicazione del materiale ereditario); gli individui che ne originano si definiscono ‘mutanti’ (definizione di Hugo De Vries, dalle sue osservazioni sulla primula). Si porta sempre a proposito l’esempio dell’errore dell’amanuense dei monasteri medievali, che commette un errore per stanchezza, durante la noiosa e lunga copiatura di un raro e prezioso codice salvato dalla distruzione.
La mutazione consiste quindi in una variazione nella sequenza delle basi nucleotidiche del DNA. Poiché le sequenze delle basi possiedono un significato certo, dal punto di vista biologico, un cambiamento della loro sequenza determina un cambiamento di significato (e qui, l’esempio dell’amanuense calza alla perfezione: cambiando la ‘m’ di ‘Roma’ posso ottenere ‘rosa’, oppure ‘roba’, ma  anche parole senza significato come ‘rona’ o ‘ropa’) il significato della frase sarà conseguentemente alterato e – in qualche caso – non ricostruibile.

La mutazione è un evento raro.
Avviene di solito in una percentuale compresa tra 1 individuo su 10.000 fino a un individuo su un milione (la loro osservazione – pertanto – richiede moltissimo tempo; precisamente per questo motivo furono usati prima organismi a rapido tasso riproduttivo [il moscerino della frutta, ad esempio] e poi gli agenti mutageni).

La mutazione è un evento importante.
Essa rappresenta uno dei fattori biologici che aumentano la variabilità genetica, cioè il substrato sul quale opera la selezione naturale. In pratica: permette l’evoluzione di nuove forme di vita sulla terra.
[La frequenza con la quale avviene la mutazione è stata oggetto di numerosi studi ed ha portato alla formulazione di un utile strumento (il cosiddetto ‘orologio molecolare’) per valutare il tempo occorsa dalla prima separazione tra le varie specie, ma anche il tempo (e la sede geografica) in cui è comparso una mutazione per la prima volta (utilissimo nella Genetica di Popolazioni).
Ma la frequenza può anche essere alterata da fattori vari, tra cui agenti chimici e radiazioni elettromagnetiche (si veda il caso del cosiddetto grano ‘Creso’, ottenuto alla Casaccia con irradiazione casuale di raggi X)].

Le mutazioni possono essere di vario tipo:

a)    Silente (o Neutra) .Non ha apparenti conseguenze fenotipiche, forse perché avviene in una parte di DNA non attivo. Se invece l’alterazione prodotta altera un’intera tripletta che codifica un aminoacido diverso dalla precedente, allora si parla di Missenso. [questo potrà avere un effetto più o meno marcato, sulla funzionalità della cellula e dell’organismo, a seconda dell’importanza del ruolo che quel preciso aminoacido svolge all’interno della proteina. Un esempio è l’anemia falciforme, che è determinata dallo scambiodi un’unica base nella catena Beta dell’emoglobina (Valina, invece di Leucina)]. Ove la cellula non sia in grado di tollerare i cambiamenti biochimici determinati dalla Mutazione, questa è detta Letale. Non sempre la situazione è così schematizzabile: spesso, anzi, le mutazioni  non riguardano proteine determinanti per la vita della cellula ed anzi, talvolta, sono addirittura utili alla cellula: il fenomeno della resistenza agli antibiotici dei batteri è uno di questi casi].

b)    Puntiforme (è un tipo semplice di mutazione genica). Altera una sola base del DNA. Quest’ultima può essere sostiruita da un’altra, oppure essere eliminata. Può anche verificarsi uno scorrimento (frame shift) nella lettura del codice genetico, con alterazioni di varia gravità nella decodifica del messaggio genetico.


c)    Genica. Coinvolge un solo gene, è spontanea e casuale, ha una frequenza estremamente bassa ed altera solamente la sintesi di un’unica proteina.

d)    Cromosomica. È la perdita,aggiunta, trasferimento o inversione di segmenti di un cromosoma; oppure nello scambio di segmenti fra più cromosomi.


e)    Genomica. Altera il numero dei cromosomi caratteristico della specie alla quale appartiene l’organismo colpito [ appartengono a questo tipo la Sindrome di Down o trisomia 21, la sindrome di Turner e la sindrome di Klinefelter.

Agenti Mutageni.

Sono fattori – sostanze chimiche o radiazioni – che possono aumentare la frequenza della mutazione fino ad un caso su 100 o 1000 individui. Sono stati molto usati per chiarire il fenomeno della Mutazione: appartengono a questo gruppo di agenti i raggi gamma (emessi dal radio), i raggi X e l’Iprite (costituente principale dei gas tossici usati durante la I Guerra Mondiale). Anche i raggi ultravioletti possiedono – seppure in misura molto minore – un potere mutageno.
La presenza nell’ambiente  di moltissime sostanze (benzene, catrame, stanze radioattive, metalli pesanti) è stata scientificamente correlata con la capacità di produrre  mutazioni ed in particolare con la capacità di indurre tumori. L’OMS ha stabilito che circa il 70-(0% dei tumori è oggi determinato da fattori presenti nell’ambiente.

Riparazione del DNA.

Naturalmente, nella sua meravigliosa provvidenza, la Natura possiede alcuni preziosi meccanismi di riparazione, che sono presenti in tutti gli organismi viventi, dai monocellulari all’uomo.
Non entro nel merito delle modalità di questi meccanismi, mi limito a citarne due:
1)    il principale e più importante  è la riparazione per escissione del danno; si tratta di un meccanismo complesso che richiede un’attività polienzimatica).
2)    un altro meccanismo è la foto-riattivazione dei dimeri di T (con la DNA-fotoliasi).


Di palo in frasca: Ebola

Oggi si parla molto di Ebola, a vanvera, spesso...
Visto che si parlava di mutazione, esaminiamo da questo punto di vista la situazione.

Il microrganismo che ne è l’agente eziologico – è fuori di dubbio – si sta riproducendo attivamente come mai aveva fatto prima d’ora. Questo per forza di cose aumenterà la frequenza delle mutazioni che le sue nuove generazioni presenteranno.

Adesso, Ebola non è affatto un agente infettivo pietoso nei confronti del proprio ospite: in genere lo uccide rapidamente.

Il perfetto agente infettante, invece, è quello che non uccide il proprio ospite, ma ne usa a lungo le risorse, causando fastidi sopportabili, convivendo con lui senza scatenare la necessità di una lotta senza quartiere.
Questo fatto, dal punto di vista della sopravvivenza stessa di Ebola non è positivo: esso rapidamente e facilmente estingue tutto il proprio terreno di coltura umano (se si tratta di piccoli centri sperduti del Centro Africa) e quindi deve presto scomparire (probabilmente sopravvivendo in qualche altro ospite che non conosciamo…
Adesso, lo scenario è differente: Ebola si è trasferito in grossi centri, dove il suo terreno di coltura è abbondante, ma il problema di base rimane.
L'uomo - in tutta la sua storia - ha sempre distrutto tutti gli organismi che erano troppo pericolosi per lui (questo vale tanto per la megafauna antica, quanto per i microorganismi)  e ne ha causato l'estinzione, oppure l'estrema riduzione degli areali a zone periferiche nelle quali non abita. Ha creato vaccini, farmaci, misure prudenziali e protocolli.

Le mutazioni di Ebola potranno essere – come abbiamo visto sopra – vantaggiose o svantaggiose o neutre (per l’agente infettante).

Ma come saranno per noi?

Il quadro più pessimistico vede la oomparsa diun Ebola mutante con la capacità di trasmissione per via aerea, per esempio...

Un quadro ottimista vede la comparsa di un Ebola più lento nella distruzione del proprio ospite, che si dia più tempo per sopravvivere nel medesimo ospite (e dia contemporaneamente a noi più tempo per adottare le nostre contromisure, sia naturali, sia farmacologiche).

Io non ho dubbi: potrà anche essere una lotta molto dura, ma alla fine vincerà l'uomo.

lunedì 13 ottobre 2014

L'osteoma di Cartesio



Ecco una curiosità, che potrebbe anche essere vera, vista la fonte autorevole (www.thelancet.com   Vol 384, October 11, 2014 –   pag. 1348), anche se le vicende del cranio di Cartesio (Descartes) sono note e complicate.

Mi piace anche il fatto che il titolo sia in forma interrogativa (le verità assolute ed indiscutibili instillano sempre il dubbio di trovarsi di fronte a ciarlatani).

"René Descartes aveva un osteoma gigante del seno etmoidale?"

Si tratta - di fatto - di un articolo medico, documentato e circostanziato, su studi con CT Scan effettuati sul cranio di Cartesio (secondo le ultime certificazioni, riportate, del 2008).

Vi si cita l'aspetto dell'etmoide del cranio di Cartesio (che presenta una massa  radio-opaca nel seno etmoidale destro di circa 3 cm per 0.8 cm) e si formula la possibile diagnosi di osteoma etmoidale. 
- Questo tipo di tumore è il più benigno dei tumori sinusali, più frequente nei maschi, con incidenza maggiore tra i 30 - 50 anni. La sede etmoidale è la seconda sede più frequente:  occorre statisticamente nel 14% dei casi.
- La sintomatologia, presente nel 10% dei casi, consiste in: ostruzione nasale, affezione sinusale( congestione, pressione, rinorrea, modifiche dell'olfatto), disfunzioni lacrimali (epifora, dacriocistite), epistassi, dolore facciale, cefalea, disturbi visivi (diplopia: visione doppia).

- I biografi di Cartesio non riportano sintomi simili, ove si eccettui un singolo episodio di emicrania accompagnato da un'aura ed improvvise allucinazioni visive, avvenuto la sera del 10 novembre 1619.

La patologia sopra ipotizzata non fu tra le cause di morte: Cartesio morì per una polmonite acuta a Stoccolma, il giorno 11 febbraio 1650, all'età di 54 anni.



Did René Descartes have a giant ethmoidal sinus osteoma?






The skull of the French philosopher René Descartes has been held in the National Museum of Natural History (Paris, France) since 1821.


Its authenticity has been confirmed by anthropological and historical investigations.(1)
We did a CT scan of the skull, which showed a dense radio-opaque mass in the right ethmoidal sinus of 3·0 cm × 1·8 cm and 1440–1840 Hounsfield units.

This formation did not extend to the frontal sinus or the right orbit. 
After a comparison with modern radioanatomical and forensic cases, we propose a diagnosis of osteoma.

Osteomas are the most benign tumour of the paranasal sinuses with a point prevalence of 3%, a male preponderance, a peak incidence at age 30–50 years, and an average age at presentation of 50 years of age.(2) 

The most frequent site is the frontal sinus (75% of cases), followed by the ethmoidal sinus (14%), the maxillary sinus (8·5%), and the sphenoid sinus (2·5%).(3) 

Two variants have been described: ortical osteomas (which are round or lobuted with ivory-like density; as with Descartes), and cancellous osteomas (much less dense and consisting of lamellar trabeculation of cancellous bone and an abundant fibrofatty marrow).(3)

 Various causes have been proposed including embryonic malformation, post-trauma formation, calcifying polyposis, and response to a chronic inflammation.(2)
 Due to the radiological presentation and gross morphology of the CT scan of Descartes, we excluded other diagnoses such as fibrous dysplasia of the right ethmoid, ossifying fibroma, and osteoblastoma.
If symptomatic (10% of cases) (4), osteoma presents with nasal obstruction, sinus dysfunction (congestion, pressure, excess of mucus, and change in sense of smell), lacrymal dysfunction (epiphora and dacryocystitis), epistaxis, facial pain, and headache; visual disturbance (diplopia) has been reported in a few cases.(4) 

Biographers have not described such symptoms in René Descartes (1) apart from one possible isolated episode of migraine with aura on the night of Nov 10, 1619 (characterised by sudden visual and auditory hallucinations) (5); however, simple benign masses do not usually cause such phenomenon, especially in the first 24 h as seen in vascular headache.

Such an organic lesion probably had no role in the cause and circumstances of death of René Descartes, who died due to an acute pneumonia in Stockholm, Sweden, on Feb 11, 1650, at the age of 54 years.

We declare no competing interests.

*Philippe Charlier, Philippe Froesch, Nadia Benmoussa , Alain Froment, Russell Shorto, Isabelle Huynh-Charlier philippe.charlier@uvsq.fr

Section of Medical and Forensic Anthropology, Faculty of Health Sciences, Montigny-Le-Bretonneux 78180, France (PC, IH-C); National Museum of Natural History, Department of Anthropology, Paris, France (PC, AF); Visual Forensic, Parc Audiovisual de Catalunya, Barcelona, Spain (PF); Department of Otolaryngology—Head and Neck Surgery, Rouen University Hospital, Rouen, France (NB); John Adams Institute, Amsterdam, Netherlands (RS); and Department of Radiology, University Hospital Pitié-Salpétrière, Paris, France (IH-C)

1) Shorto R. Descartes’ bones. A skeletal history of the conflict between faith and reason. New York: Doubleday, 2008.
2) Erdogan N, Demir U, Songu M, et al. A prospective study of paranasal sinus osteomas in 1889 cases: changing patterns of localization. Laryngoscope 2009; 119: 2355–59.
3) Sayan NB, Ucok C, Karasu HA, Gunhan O. Peripheral osteoma of the oral and maxillofacial region: a study of 35 new cases.
J Oral Maxillofac Surg 2002; 60: 1299–301.
4) Cokkeser Y, Bayarogullari H, Kahraman SS.
Our experience with the surgical management of paranasal sinus osteomas. Eur Arch Otorhinolaryngol 2013; 270: 123–28.
5) Baillet A. La Vie de Monsieur Descartes. Paris: Daniel Horthemels, 1691.


venerdì 15 agosto 2014

Mesopotamico in Carestia

Mio caro amico Uviguta Olf,
o Pasuco, se preferisci:

inizio stamane il mio V giorno di dieta Plank, il che significa che sono già quasi alla metà, trattandosi di due settimane con le domeniche 'libere'.

Credevo che si trattasse di una dieta studiata dall'Istituto per l'Alimentazione Max Planck, ma ho scoperto che non è affatto così e che non se ne conosce l'autore (vedi: http://www.benessere360.com/dieta-plank.html). Si potrebbe anche chiamare dieta Pincopallino. Forse chi l'ha ideata si chiamava davvero così; o forse ha voluto usare un nome simile a quello di Max Planck, per avere maggior successo. Perché si credesse di più alle sue strabilianti promesse: perdita di 9 chili in 14 giorni!
Ciarlatani?
Io sono un medico (urologo e chirurgo) e seppure non sia un dietologo avrei dovuto saperlo, credo. Ma in ogni modo so come ci si deve comportare, per sommi capi...

- So che ogni volta che si perde peso con una dieta si deve bere moltissimo, perché inevitabilmente con l'aumento del catabolismo, si alzano i livelli di azotemia e di creatininemia, che devono a loro volta essere eliminati dal rene. Non ci si deve fare del male: si deve lasciare lavorare bene l'emuntorio renale...

- E conosco un fatto della massima importanza: con la restrizione del cibo si perde indubbiamente peso, ma quel peso è rappresentato sia da lipidi di deposito (il cosiddetto 'grasso'), sia da proteine (prevalentemente muscolari). Da questo fatto ne dipende un altro: dopo la dieta, se si ha il cattivo gusto di ri-ingrassare (tornando al medesimo peso precedente, oppure restando un po' più leggeri), si deve essere consapevoli di avere dapprima perso anche preziosa massa muscolare con il dimagrimento e di avere in seguito acquistato solamente grasso con la colpevole riacquisizione di peso.
Che cosa determina questo semplice fatto? Che le ossa hanno riacquistato il precedente 'carico' (o poco meno, dipende), ma non ricevono più il medesimo sostegno per la stazione eretta e per il moto. L'organismo è quindi meno valido e più debole e la dieta è stata dannosa.  Si può limitare questo fenomeno effettuando una discreta attività muscolare: jogging, belle camminate vigorose, nuoto, qualche esercizio a corpo libero non violento, cose così... non posteggiare l'auto troppo vicina, salire e scendere le scale a piedi...

Che cosa è questa dieta, allora (come molte altre, del resto)?

Si tratta di una dieta un po' nazista: restrittiva, ipocalorica, dissociata. 
Chiunque abbia scelto gli ingredienti di questa dieta è davvero folle da psicanalizzare, ne convengo appieno. Se poi sei allergico alle uova, non puoi proprio seguirla (proprio come non puoi farti vaccinare, visto che tutti i vaccini sono coltivati nell'embrione di pollo).

Ma c'è modo e modo di guardare ad una dieta... Ti faccio un esempio:

Equivale ad un periodo di Carestia dei tempi Biblici.

Immagina di essere un abitante della Antica Mesopotamia: è stata un'annata scarsamente piovosa; strane nubi hanno coperto il sole, che non ha fatto crescere le tue piante di orzo e di grano. Molte delle bestie sono morte. La 'Maledizione di Akkad' ti ha colpito, insieme a tutto il tuo popolo: se conosci i segni, puoi anche scriverlo sulle tavolette d'argilla. Tra 3.000 anni molti discuteranno su quello che hai scritto: risponde al vero, oppure è solo un romanzo?

Ma tu - nel tempo presente - sopravviverai.
- Sai che puoi interrompere la dieta quando vuoi, ma lo spirito è più forte della carne e non entrerai in un bar o in una pizzeria, anche se ce n'è uno/a ogni 30 metri.
- Sai come gestire questa carestia affinché non ti faccia male...
- Imparerai che il primo ed il secondo giorno sono i più brutti, perché il tuo organismo è abituato a spizzicare, a masticare chewing-gum, a bere caffé con lo zucchero, ad associare pane e patate alle carni e così via...

-Ma tu sei un Mesopotamico saggio: conosci il sottile sentiero verso la salvezza e lo percorrerai, sostenuto dalla Fede. Durante il Percorso ti rafforzerai, invece di perderti di coraggio... Il buono della Carestia è proprio questo: insegna al tuo stomaco (e alla tua testa) che le quantità di cibo non devono essere troppo grandi, anzi, meglio che siano piuttosto ridotte...
- E tu - da medico, pardon, da guaritore mesopotamico - sai bene che d'estate, con il caldo, l'apporto calorico può essere estremamente ridotto, perché non c'è alcun bisogno di mantenere la temperatura corporea in opposizione al freddo ambientale: semmai, il problema è il contrario, disperdere...

Il primo giorno, il tuo stomaco ti domanderà con insistenza, dopo che hai consumato i tuoi pasti: "Si, vabbé: ma quando s'inizia a mangiare?" (il tuo stomaco non va troppo per il sottile e salta le convenzioni e le belle maniere: qualche volta ricorre persino al turpiloquio). Però: salirai già meglio su per le scale e non avrai quel fastidioso senso di gonfiore addominale. Fin dal primo giorno: miracolo!

Il secondo giorno avrai solamente uno o due momenti di debolezza e quello che ti mancherà sarà lo spizzico. Ma se saprai resiste e andrai avanti sarai a buon punto per potere raggiungere la vittoria finale (molti lasciano proprio al secondo giorno).
Dal terzo giorno in poi sarai o completamente rassegnato (atteggiamento passivo verso la dieta) o completamente immerso nel tuo ruolo attivo, positivo, di mesopotamico in carestia...

Domanderai, Pasuco impaziente: "Ma questa dieta funziona?"

Se questa è l'unica cosa che t'importa in una dieta, se non t'importa l'insegnamento etico morale della stessa e se non ti piacciono le mie elucubrazioni collaterali, ti rispondo (con un certo fastidio, però, devo ammetterlo):
- "Sì, funziona".
- Ma anche: "No, non funziona".
- E Pure: "Sì, però funziona solo in parte".

Mi spiego meglio, non perdere la calma: dipende anche da come uno si comporta, perché come ho detto naturalmente sono consigliabili (anzi, ineludibili) l'attività fisica e l'assunzione di acqua: solo allora s'otterrà il ri-modellamento plastico che ridona un aspetto positivamente corrispondente allo stato reale di salute. Dipende anche dalle condizioni metaboliche di base, dalla presenza o assenza e dalla gravità di eventuali patologie, che in genere la sconsigliano.

Nei maschi di qualunque età funziona in genere piuttosto bene. Certo, non ti lamentare troppo se invece dei 9 chili ne perdi sette o sei. La perdita di peso è anche dipendenza del tuo livello di obesità: se hai un sovrappeso di 30 chili è più facile che tu ne perda otto-nove.
Nelle femmine - specialmente si in fase di climaterio - funziona molto meno, dal punto di vista della perdita di peso. Ma il benessere da meno meteorismo e da modifica dell'atteggiamento alimentare c'è ed è positivo.
Ma non è mia intenzione annoiarti oltre, amico mio.
Buon ferragosto!


giovedì 7 agosto 2014

EBOLA


Cronologia delle precedenti epidemie di Ebola


Anno Paese Ceppo
 virus
Casi Decessi Tasso
mortalità
2012 Rep. Dem. del Congo   Bundibugyo 57 29 51%
2012 Uganda Sudan 7 4 57%
2012 Uganda Sudan 24 17 71%
2011 Uganda Sudan 1 1 100%
2008 Rep. Dem. del Congo Zaire 32 14 44%
2007 Uganda Bundibugyo 149 37 25%
2007 Rep. Dem. del Congo Zaire 264 187 71%
2005 Congo Zaire 12 10 83%
2004 Sudan Sudan 17 7 41%
2003
(Nov-Dic)
Congo Zaire 35 29 83%
2003
(Gen-Apr)
Congo Zaire 143 128 90%
2001-2002 Congo Zaire 59 44 75%
2001-2002 Gabon Zaire 65 53 82%
2000 Uganda Sudan 425 224 53%
1996 Sud Africa (ex-Gabon) Zaire 1 1 100%
1996
(Lug-Dic)
Gabon Zaire 60 45 75%
1996
(Gen-Apr)
Gabon Zaire 31 21 68%
1995 Rep. Dem. del Congo Zaire 315 254 81%
1994 Costa d'Avorio Taï Forest 1 0 0%
1994 Gabon Zaire 52 31 60%
1979 Sudan Sudan 34 22 65%
1977 Rep. Dem. del Congo Zaire 1 1 100%
1976 Sudan Sudan 284 151 53%
1976 Rep. Dem. del Congo Zaire 318 280 88%

01 Agosto 2014 | Marco Ferrari

sabato 2 agosto 2014

Ebola

L'allarme è serio, ma prevalentemente giornalistico: la febbre emorragica è in genere così rapidamente distruttiva da non permettere al paziente infetto d'allontanarsi troppo dal luogo in cui si è infettato (l'incubazione asintomatica dura circa tre settimane). Si tratta di pazienti che difficilmente potrebbero salire su un aeroplano ed giungere in Europa: il loro viaggio via terra durerebbe più probabilmente diverse settimane (un mese circa, almeno, fino alle coste del Nord Africa) per cui morirebbero prima, lungo il percorso. Comunque, paesi come la Francia (l'unico europeo ad avere linee aeree dirette con i luoghi incriminati) sono in allerta.

Ebola è un pessimo agente infettivo: non ha la buona educazione di risparmiare nessuno ed uccide troppo rapidamente i propri ospiti, in genere in 7-10 giorni. Questo comportamento - fino ad oggi - ne ha fatto un agente eziologico che distruggeva totalmente un'intera piccola comunità nella foresta dell'Africa tropicale centro occidentale e poi scompariva senza lasciare traccia per qualche tempo (in ospiti animali non umani? In una forma di resistenza?). 
Ma il suo recente interessamento - rapido ed imprevisto -per i centri urbani (e soprattutto il fatto che il più autorevole medico che conduce ricerche su Ebola, Sheik Umar Khan, sia stato infettato insieme alla sua Equipe) ne ha fatto un boccone goloso per la stampa internazionale...
Nei grossi centri è più difficile quella diagnosi iniziale (prurito generalizzato, malessere crescente) che può permettere l'isolamento tempestivo dei casi sospetti, se non quando ormai è troppo evidente l'infezione (Emorragie diffuse a tutti i compartimenti, febbre, gravissima debolezza) e allora è tardi per evitare un contagio pericolosissimo ed imprevedibile.

Che un'equipe di ricercatori esperti si sia infettata è certamente inquietante: specialmente considerando che per Ebola si usa il 'Livello IV' di protezione, che implica ambienti di lavoro a pressione negativa (in caso di  falla, l'aria entra nell'ambiente del laboratorio e germi pericolosi non possono uscire) e tute a pressione positiva (i ricercatori assomigliano all' 'Uomo Michelin', ma in caso di falla, l'aria esce dalla loro tuta, evitando per un certo tempo che germi possano entrarvi, e soprattutto avvertendoli - con lo sgonfiamento - dell'avvenuta falla).

Già da anni i teorici ritengono che sarà una zoonosi a causare la prossima grande epidemia mondiale. 
Ebola è una zoonosi.


By Maren Hunsberger, reposted with permission (originally published athttp://goo.gl/ZVwoBU)

The internet is awash with news that one of the world’s foremost Ebola-fighting physicians, Sheikh Umar Khan, has himself been infected with the disease (http://goo.gl/i5T6yj), along with two American aid workers (http://goo.gl/VuQJA9). History’s deadliest outbreak of Ebola is currently sweeping across Sierra Leone, Guinea, and Liberia, having claimed more than 600 lives already. With a mortality rate of anywhere between 40% and 90% (this epidemic's is around 65%), what is it that makes Ebola one of the most lethal diseases in the pantheon of pathogens? Why is there no cure or vaccine? And why is so difficult to control?

The Basics: Ebola’s full name is Ebola haemorrhagic fever, a rather gruesome title (the details of which we’ll address shortly). It’s caused by the Ebola virus (no surprises there), which is a member of the Filoviridae family. For context, viruses can be 50-100 times smaller than bacteria, and come in a variety of shapes. Ebola virus, along with its sister, Marburg virus, is thread-like in appearance. Ebola is also a zoonotic disease (http://goo.gl/Kgo5Fu), which means it is transferrable from non-human animals to humans (and vice versa). In Ebola’s case, humans can catch it from non-human primates such as chimpanzees and gorillas, as well as from rodents, bats, and a few ungulates. Transfer of the virus occurs through close contact with infected bodily fluids such as blood, vomit, and feces, all of which abound after Ebola has done its damage.

A Little Background: The family of zoonotic diseases includes Rabies, Hanta virus, Anthrax, Lyme disease, the ever-infamous Plague (http://goo.gl/8Yeu5c), Toxoplasmosis, and many more, all of which have fascinating life cycles. They also present a unique challenge to communities that live in close contact with the animals that carry these diseases. Animals can often act as a reservoir, meaning they carry the bacteria or virus but present no symptoms themselves. Alternately, the disease can decimate populations of livestock and wildlife upon which a community might depend, contributing to a lack of resources and increased pressure on the human population. Identifying the natural reservoir of a disease is important in containing outbreaks--if you can identify the little bugger that carries the disease without showing it, you can minimize contact with the organism or take steps to control those populations. It’s widely believed that the fruit bat (http://goo.gl/C1qwqd) is the reservoir for Ebola. This is an issue because many communities in Ebola-prone areas consume the fruit that bats snack on (providing easy host-to-host transfer for the virus via bat saliva). Dwellings are also often located near fruit bat colonies. Some outbreaks may also begin when an individual consumes bush meat (http://goo.gl/15isqp), a dead animal carcass found in the vegetation surrounding the community. Consumption of bush meat is traditional in many parts of West Africa, and can sometimes be the only protein that is readily available. If the animal has been killed by Ebola or another zoonotic disease, the individual (and anyone to whom he feeds or sells the meat) can become infected. This ‘human-consumption-of-bushmeat’ infection path is the also leading theory for how the first human became infected with AIDS (http://goo.gl/Z8BZLM).

How it Works: Ebola. The nasty, worm-looking virus that’s causing  damage in West Africa. There are five subtypes (http://goo.gl/vWDxlt) known so far, all named  after their place of origin—the one that’s in the headlines right now is  closely related to the Zaire Ebola virus, the strain with highest mortality rate.  (As of now, no one knows what makes it more deadly than the other  strains). So how does it kill you? When your body produces any kind of  fever, that’s the immune system's response to an infection—inflammation  can help kill whatever’s bothering your body. Ebola essentially sends your  body’s immune system into overdrive. The virus infects the immune cells  that are your first line of defense--monocytes and macrophages. This  means your body is incapable of killing the virus when you first become  infected. The virus then gets to replicate as much as it wants, using your  own primary immune cells as hosts until the infection has grown so large  that the rest of your immune system can’t help but notice. In a valiant effort  to kill the virus, your body produces a fever so high that you go into shock,  your tissues start to degrade and your blood pressure drops, and eventually your organs start to fail.

The virus acts quickly. Initial symptoms of Ebola are varied and often resemble the symptoms of malaria, typhoid fever, influenza or various bacterial infections, all of which are more common than Ebola. It can take too long for Ebola to be diagnosed, and by then the secondary symptoms may have set in: diarrhea, red eyes, vomiting blood, gastrointestinal bleeding from the mouth or rectum, hemorrhaging from the nose and mouth, and bleeding in the brain that may lead to seizures and delirium. After the presentation of these symptoms and a miserable week or so, patients either recover or die from systemic multi-organ failure. While the visible hemorrhaging is what gives the virus its name, it actually presents in less than half of the patients infected with Ebola. Unfortunately for the current outbreak, the Zaire strain is the form of the virus that causes the most severe symptoms.

Why There’s No Cure: Viruses are too small to reproduce on their own, so they have to inject their genome into a host cell. This means that when the host cell replicates, so does the virus. In order for the virus to be able to do its injecting, ‘do all the hard work for me’ trick, it needs to be able to attach to a molecule on the surface of the host cell—this molecule is called a receptor. If the virus doesn’t have the equipment to attach to a certain kind of cell’s receptor, it can’t invade that cell. In fighting viruses, it’s important to identify the virus’ corresponding receptor so you can prevent it from binding and thus prevent it from replicating. With Ebola, this is the missing piece of the puzzle—we don’t know what the receptor is, so we don’t have  a way to stop the virus from proliferating. In humans, Ebola is capable of invading many different kinds of host cells, so it’s possible that it is capable of binding to more than one receptor, making it a dangerously versatile aggressor. Ebola is also notoriously hazardous to study, although many research universities (http://goo.gl/sR7Lk1) and institutions (http://goo.gl/ck7iPj) are working on unravelling its mysteries.

What’s Happening This Time: The current outbreak is the first time that Ebola has rapidly spread to urban areas. With previous incidents of the virus, responders were able to contain the infection within small, rural populations by identifying modes of transmission, points of origin, and mitigating the damage. With large, closely packed populations, however, the virus spreads faster. It’s much harder to identify who has it, who’s given it to whom, and it's difficult to stop people from leaving the area. The West African nations suffering from this outbreak also lack adequate medical facilities and personnel. Without isolation wards and advanced labs, the virus is extremely hard to contain. The infection of the physicians on the ground is a result of the sheer number of patients in their charge. They wore all the proper protective gear, but somewhere in the melee they came into direct contact with infectious fluid. Additionally, some traditional rural practices have accompanied recent transplants to the cities--it is customary in some of the cultures affected by the virus to wash a dead relative’s body by hand before the burial. This is obviously an issue when it comes to preventing disease transmission. To tackle the epidemic without losing the trust and cooperation of those being treated, it's necessary to implement informed, culturally appropriate health care and education.

David Quammen (http://goo.gl/XIS14W) has written an enthralling book, Spillover, about the histories, cultural contexts, and life cycles of the world's zoonotic diseases. His research makes a convincing case that the next human pandemic could be of zoonotic origin. Will it be Ebola? Probably not. In Q&A (http://goo.gl/Vzws4Y) with National Geographic, W. Ian Lipkin, of the Mailman School of Public Health at Columbia University (http://goo.gl/VoTFvE) addresses the fear that Ebola will spread worldwide. He posits that with the health care systems available in high-income countries like the US and the UK, "it's unlikely that we would have widespread disease as a result. We would be on top of it, and we would be able to contain it. Our health care system affords people access to gloves and gowns and personal protective equipment. I don't think there's reason for panic that we're going to be hit with an outbreak of Ebola". All we can do is wait and see, stay updated on developments, and support WHO (http://goo.gl/nT6J0H) and Médecins Sans Frontières (http://www.msf.org/) in their efforts to combat the spread of the disease.

Further Reading:
Mechanism of Genus Ebolavirus (http://goo.gl/0B47zf)
National Geographic Ebola News (http://goo.gl/iJFqeh)
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