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sabato 9 febbraio 2013

Chi è Pasuco

Chi non segue questo Web-log potrebbe pensare che chi scrive sia un po' lunatico. (o anche del tutto svalvolato, anche per via della 'presentazione dinamica' che avevo dato ai posts: su richiesta ho reimpostato tutto in modo semplice e lineare)
Rispondo allora anche alla domanda: "Chi è Pasuco?".

UVIGUTA OLF non è nome e cognome di una persona vera, quanto PASUCO non  ne è il soprannome.

In realtà, si tratta di acronimi: Udito,VIsta, GUsto, TAtto e OLFatto per i primi due termini e poi PArola, SUono, COlore per l'ultimo.

Ma io fingo qui che si tratti di un amico, cui confidenzialmente mi rivolgo chiamandolo per soprannome: un soprannome sudamericano che non è esattamente un complimento. Ma questo è solamente frutto del caso...
Non disturba né me, né Pasuco...

Di fatto, 'limitandomi' a questi argomenti, posso parlare un po' di tutto, in realtà. Che è appunto quello che faccio, tempo permettendo.

Il mio amico Pasuco è sempre interessato a quello che scrivo e mi asseconda nelle mie sortite in vari e strani argomenti. In genere preferisco argomenti un po' distanti dalla realtà di ogni giorno. Il che non m'impedisce di affrontare anche alcuni temi seri. E' questo il bello di essere i soli e gli unici propriertari di un Web-log. Si può essere antidemocratici fino in fondo. E pasuco sarà sempre d'accordo con me.

Per creare Pasuco, mi sono in fondo ispirato ad "Harvey", l'enorme creatura invisibile ma non immateriale (un "Puka", in realtà) coprotagonista di un vecchissimo film omonimo del 1950, ancora in bianco e nero. Grandissimo protagonista era l'ormai scomparso Jimmy Stuart, con la sua sottorecitazione allampanata e finta maldestra, ma sostanzialmente garbata e gentile.

Ecco, immagina Pasuco come se fosse Harvey. E immagina me come fossi me.

It'll be all-right, then...

venerdì 24 agosto 2012

The game in the name, Nomen Omen.

Caro 
Uviguta Olf , amico mio, 

(ti chiamo così, invece che con il soprannome che ti ho inventato, Pasuco, perché questa è un'occasione ufficiale: lo so che altrimenti ti offendi, ormai ti conosco bene... sei molto sensibile, se mi perdoni il gioco di parole, dal momento che sei fatto di tutti i sensi umani - udito, vista, gusto, tatto, olfatto),



Ti devo lasciare per due settimane, perché parto e - in viaggio - non avrò il computer.



E' solo questione di un po' di tempo - l'altra variabile di cui prendo nota in questo WebLog - nel frattempo (troppi giochi di parole?): stammi bene e non squagliarti né evaporarti sotto il solleone capitolino...

Tornerò presto e riprenderemo il discorso, come e meglio di prima...