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sabato 29 novembre 2014

Elogio del metodo scientifico

Intervista all’archeologo Rubens D’Oriano (parte 1)


Il Dottor Rubens D’Oriano è Archeologo Direttore Coordinatore della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna.
Lo abbiamo intervistato e oggi presentiamo la prima parte del nostro interessante colloquio con questo autentico luminare dell’archeologia sarda, autore di importanti scoperte come, ad esempio, le celebri navi del porto di Olbia, oggi ospitate nel museo apposito, da lui fortemente voluto.
rubens-d-oriano
D. Qual’è stato il suo percorso formativo?
R. Laurea in Lettere (Classiche – indirizzo archeologico).
D. E il suo percorso professionale?
R. Già subito dopo la laurea ho iniziato a lavorare per le Soprintendenze. Per 4 anni ho anche tenuto lezioni del corso generale di Archeologia alla ex Facoltà di Magistero dell’Univ. di Sassari.
D. Di cosa si occupa attualmente?
R. Sono responsabile della sede staccata di Olbia della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna, e studio di quella città soprattutto – negli ultimi anni – le fasi storiche fenicia e greca.
D. Per quali enti o istituzioni lavora?
R. Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna.
D. Il progetto più importante su cui ha lavorato?
R. Lo scavo del tunnel sotto il porto di Olbia: 380 m di lunghezza, 20 di larghezza, 4 di prof. media, ove sono stati rinvenuti 24 relitti romani e medievali, e il loro restauro e esposizione nel Museo di Olbia, nonché l’allestimento complessivo dello stesso Museo.
D. Il prossimo impegno lavorativo?R. Gli archeologi delle Soprintendenze portano avanti molti (troppi) affari contemporaneamente, perciò la domanda così posta comporterebbe un lungo elenco di impegni, dallo scavo all’esame di progetti, dalle responsabilità di RUP a quella di Direzione Lavori, per non dire del gravame burocratico ecc.. Diciamo che il più rilevante è senz’altro la prosecuzione del lavoro di restauro e esposizione nel Museo di Olbia dei relitti di cui sopra.
D. Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
R. Progetto di analisi archeometriche di ceramiche con l’Univ. di Vienna.
D. Il suo sogno nel cassetto?
R. Sentire almeno una volta nella vita in un talk show televisivo uomini politici italiani dibattere delle necessità dei beni culturali e dei loro programmi in materia. I quali beni – nelle solite occasioni rituali (inaugurazioni di mostre ecc.) – vengono definiti la vera grande risorsa del Paese, salvo poi cadere nel dimenticatoio 5 minuti dopo.
Se posso esprimerne un altro: vorrei non vedere più in canali televisivi, almeno del cosiddetto servizio pubblico, trasmissioni che danno fiato a ridicole panzane (dalla Sfinge ai “segreti” dei Templari passando per Atlantide, le linee di Nazca, i “misteri” dell’Isola di Pasqua, ecc.) che fanno strazio di ogni metodo scientifico di ricerca storica e archeologica, trasmettendo allo spettatore come vere o verosimili assurde ridicolaggini e ponendo qualsiasi dilettante sul piano degli studiosi professionisti.

domenica 24 novembre 2013

UNA LETTERA DA OLBIA


Ciao carissimo,

l'ondata ci ha preso in pieno, siamo vive per un vero miracolo. Avevamo tre metri di acqua in sala mamma mi è andata sott'acqua due volte ha bevuto si è detta preghiere che non avevo mai sentito e mi ha detto "Mollami , non mi interessa più". E invece con non so quali forze sono riuscita ad arrampicarmi sui mobili che la pressione aveva ammucchiato contro l'altra porta e ci siamo aggrappate alle tende. Due ore nell'acqua gelida, io con l'acqua al petto e lei alla gola. I mobili ogni tanto si muovevano sotto i piedi e dai cinque cm limasti liberi della finestra alla luce dei fulmini vedevo passare di tutto a tutta velocità. L'acqua è salita in due minuti. Una roba degna del peggiore film horror. Ho le gambe piene di lividi orrendi e mamma braccia e spalle. Poi l'acqua ha cominciato ad abbassarsi ed ho detto a mamma: è crollato il ponte della strada asfaltata. Dopo una mezz'ora ho cominciato a sentire voci ed ho chiesto a mamma "Senti qualcosa?" avevo paura di illudermi poi ho visto anche le torce e una voce di donna che ci chiamava. e sono arrivati quelli del comitato di quartiere con un gommoncino preso chissà dove. I vicini che stavano più in alto di noi ci hanno cambiato, dato camomilla bollente e rivestite. Io avevo i capelli pieni di insetti di tutti i tipi.
Poi in ospedale perchè mamma ha rimesso almeno quattro volte. Io sono piena di stiramenti, ma appena mi libero un pò voglio fare una radiografia alle gambe perchè temo qualche microfrattura.
Abbiamo perso tutto. Io sono particolarmente depressa perchè ho perso praticamente tutti i miei libri compresi quelli dei prossimi due esami, e peggio ancora , i miei quadernoni di appunti. Andati anche tutte le musicassette e buona parte dei miei 1200 cd.
Ora sto ripulendo casa, siamo a metà dell'opera.
ed ora me ne vado a letto perchè domani lavoriamo dalle 10 alle 14.

A presto
Maria Pia

Il mio cell sarà a Tavolara se  non all'Elba. appena possibile ti faccio avere il nuovo numero.
A momento siamo rifugiate in hotel e non posso connettermi sempre perchè c'è la fila.