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martedì 4 marzo 2014

ACEA - 3


danni cutanei dell'arseniosi

Concentrazione dell'arsenico nell'acqua degli acquedotti (di una parte del Lazio)

Sembra una trama per un film di seconda serie.

Di quelli a basso costo.

Solo che è la realtà: ed il cittadino sa già - per lunga e sofferta esperienza sulle proprie carni (leggi: portafoglio) che non potrà assolutamente essere a 'basso costo', come si conviene ad un film di serie B.

Intanto, è già partita la caccia all'acqua minerale: il quartiere di Primavalle ne sa qualche cosa, con l'assalto ai supermercati. Scene che il Manzoni, oppure Shakespeare descrissero bene: la folla è una bestia incontenibile.

La Società ACEA ha già pubblicato - nei propri siti (vedi) - comunicati ragionevoli che doverosamente invitano alla calma.

Alcuni giornali, ed anche telegiornali nazionali e locali, hanno espresso timore per una possibile minaccia piuttosto precisa e - a detta di alcuni di loro - non comunicata per tempo, anche se nota da mesi ed in alcuni casi da anni.

Sappiamo che i 'fogliacci' devono vendere a qualunque costo e che spesso non offrono un servizio, bensì un disservizio fatto di manipolazione dell'opinione pubblica e di strumentalizzazione dei 'Media' per scopi talvolta iniqui.

Ecco: viene per l'appunto il forte sospetto che sia in atto una guerra, scatenatasi 'improvvisamente' (ma questo è il punto di vista dell'opinione pubblica, che era all'oscuro di tutto), per motivi politici ed economici.

Si sta naturalmente cercando il capro espiatorio, al quale attribuire ogni colpa antica e recente, secondo copione.

Vedremo nelle prossime settimane se ciò è vero: la prova sarà data dall'immancabile rientro di ogni stato d'emergenza ('erroneamente' segnalato e certamente 'molto esagerato' dai mezzi di comunicazione), non appena il vero (e probabilmente unico) colpevole sarà stato dato in pasto al pubblico, per acquietarne la giusta collera.

Immediatamente, l'acqua di Roma tornerà cristallina.


Locandina del famoso film "ARSENICO E VECCHI MERLETTI"
grottesco, surreale, completamente fuori della realtà: esattamente come l'attuale situazione - non solo idrica - Romana ed Italiana in genere...









ACEA - 2


Acqua: a Roma tra le migliori in Italia, è buona ed è sicura
Foto Nasoni BigIl giudizio complessivo è ottimo, l’acqua di rubinetto di Roma è buona ed è sicura ed è una delle migliori d’Italia. A dirlo è Altroconsumo che ha condotto una ricerca sulle acque potabili e casalinghe italiane. La ricerca è stata presentata questa mattina a Palazzo Valentini dall’associazione di consumatori, la prima e la più diffusa in Italia con 300mila soci.
Secondo la ricerca, che ha coinvolto 35 città, l'acqua di Roma, il cui prelievo é stato fatto in piazza San Pietro, ha qualità e varietà di sorgenti e secondo i parametri qualitativi: qualità dell'acqua (presenza di calcio, durezza, fluoruri, solfati), inquinanti e presenza dei metalli risulta essere una delle migliori italiane. Anche la presenza di pesticidi è sotto i limiti di legge mentre sono assenti sia i solventi che i metalli. "Dell'acqua di casa di Roma – ha dichiarato Silvia Castronovi di Altroconsumo - ci si può fidare, è buona e sicura".
La notizia è stata subito ripresa dai principali quotidiani italiani. Sul sito del Corriere della Sera, in apertura della pagina di cronaca di Roma accanto alla foto di uno dei caratteristici nasoni, il titolo è “Buona come l'Acqua”.
Proprio per far conoscere la qualità dell’acqua distribuita nella capitale, Acea, in collaborazione con Acea Ato 2 e LaboratoRi, ha realizzato da tempo la Carta dell'Acqua del Comune di Roma . Un vero e proprio documento di identità in cui sono elencati i parametri chimici della preziosa risorsa distribuita nella capitale attraverso 5.600 chilometri di condotte e le caratteristiche di qualità conformi al decreto legislativo 31/2001, entrato in vigore nel 2003. La carta dell’acqua potabile garantisce impegno, trasparenza e qualità del servizi offerti e contiene tante informazioni utili.
Tra le principali caratteristiche riportate sul documento, la sicurezza igienica garantita dall’assenza di indici microbiologici; il livello di mineralizzazione tale da determinarne la gradevolezza e il basso contenuto di sodio e nitrati. Ogni anno, LaboratoRi esegue per conto di Acea Ato 2 circa 250.000 analisi che attestano la qualità dell’acqua di Roma fino al punto di consegna, il contatore generale.
Acea ha realizzato anche la mappa dei nasoni del Centro storico, un opuscolo tascabile dalle dimensioni di una card con testi in italiano e in inglese. Riporta su un lato notizie utili sulle fontanelle, la Carta di identità sull’acqua potabile di Roma  e alcuni cenni storici sui nasoni.

fonte: ACEA

Acea e l’area Idrica
Il Gruppo Acea è il primo operatore italiano nel settore idrico con 8,6 milioni di abitanti serviti, 760 milioni di metri cubi di acqua potabile venduta, 852 milioni di metri cubi di acque reflue depurate e oltre 1 milione e 160 mila controlli sulla risorsa potabile. Gli investimenti nel 2012 sono stati pari a 224 milioni di euro.

Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria e Campania. La Società completa la qualità dei servizi offerti con la gestione sostenibile della risorsa acqua e il rispetto dell’ambiente.

Grazie all'esperienza acquisita nei decenni, l'Azienda ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, costruzione e gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio. A Roma, dove è stata promossa – primo caso in Italia -  la carta di identità dell’acqua potabile, Acea esegue ogni anno circa 250.000 analisi sulla preziosa risorsa. 


ACEA - 1


04/03/2014 06:03

AFFONDO

La scure di Marino sulle aziende. È l’ora di Acea

L’Assemblea capitolina mette all’angolo la giunta: consiglio straordinario sul Salva Roma

MALTEMPO, MARINO RIFERISCE IN AULA - FOTO 1

Lo aveva capito lo stesso Marino che una quidicina di giorni fa aveva precisato che il cambio dei vertici Acea era «fuori dai radar»; così come il coordinatore della maggioranza in Aula Giulio Cesare, Panecaldo, era stato "costretto" a entrare a gamba tesa circa una settimana fa richiamando diversi e autorevoli consiglieri comunali del Pd troppo dediti a note stampa su una società quotata in borsa.
Curioso dunque che la nota del sindaco in cui si rendono pubbliche comunicazioni da sempre tenute riservate sino all’eventuale approvazione, proprio per non creare dannose e inutili fibrillazioni di mercato, esca proprio nel giorno in cui la capigruppo ha deciso all’unanimità di indire un Consiglio straordinario sul Salva Roma per il 13 marzo. Non sarà una seduta normale ma aperta agli interventi dei rappresentanti istituzionali, delle categorie produttive e sociali della città. In quella stessa sede la maggioranza proporrà un pacchetto di misure anticrisi. Un piano straordinario, insomma, per far fronte a una situazione straordinaria dal punto di vista economico, certamente, ma anche e soprattutto politico. E sì perché dopo le incredibili vicende del Salva Roma, l’altolà del Pd al suo sindaco, i lacci imposti dal governo Renzi sul nuovo decreto per ridare ossigeno alle casse capitoline, occorre adesso definire da una parte un bilancio «lacrime e sangue» e dall’altra un piano di ristrutturazione dell’intero apparato amministrativo. E in questo l’Assemblea capitolina, già protagonista negli ultimi otto mesi di un braccio di ferro con una giunta sin troppo solitaria, ha deciso di tracciare la via. Con il consenso delle opposizioni per provare, almeno, a uscire da un momento delicatissimo. I tagli ai quali sarà costretto Marino implicano una compattezza politica decisiva, anche o soprattutto per il riassetto proprio delle partecipate. 
Zètema, Palaexpo, Farmacap (per la quale il consigliere del Misto Dinoi propone la vendita del 40%), secondo le indicazioni del nuovo decreto, potrebbero (o meglio dovrebbero) essere messe in liquidazione. 
Un passo traumatico per una parte della politica romana, che pensa forse di "consolarsi" con la fetta più grossa, quella appunto dell’Acea. Fuori dal Campidoglio, più precisamente a piazza Affari, gli schemi tuttavia sono decisamente diversi.


Autore: Susanna Novelli