mercoledì 30 aprile 2014

IDENTITA' SARDA


Juanne Maria Angioy, un grande esempio; a differenza di quanto segue...



Da: "La Nuova Sardegna - Oristano"

del 23 Aprile 2014

Carta d’identità “sarda”: arrestato

Obbligo di firma per un ex vincitore del Palio di Siena: alla polizia ha mostrato un documento della Repubrica de Sardinnia

articolo
di Elia Sanna
ORISTANO.

Quando gli agenti della questura gli hanno chiesto i documenti, non ha esibito la classica carta d’identità. Quella che ha mostrato agli agenti era diversa, peccato che non fosse valida e che questo gli sia costato l’arresto. Alla richiesta dei poliziotti ha risposto esibendo una carta d'identità della Repubrica de Sardinnia.

Una decisione che dev’essere stata agevolata anche dal troppo alcol che aveva in corpo e che gli ha fatto perdere la calma. Ha infatti reagito, minacciato e oltraggiato uno degli agenti. Per Damiano Anello, 58 anni, residente ad Oristano, conosciuto come Damasco, nomignolo con il quale aveva corso niente meno che al Palio di Siena, è scattato l'arresto che l’ha poi portato nella cella di sicurezza della Questura. L’ultima tappa, ieri mattina, è stato il tribunale dove è iniziato il processo per direttissima con la convalida del fermo e l’obbligo di firma deciso dal giudice su richiesta del pubblico ministero Paolo De Falco.

Le notti brave di Damiano Aniello erano iniziate alla vigilia di Pasqua all’interno di un locale nel centro città. L’ex fantino, vincitore dell’edizione del 1978 del palio più famoso del mondo, aveva alzato il gomito oltre misura e stava importunando, secondo quanto è emerso dalle indagini della polizia, alcuni clienti all'interno del locale notturno. Quando sono arrivati gli agenti delle Volanti, Damiano Aniello non ha voluto mostrare i documenti di riconoscimento e solo dopo diversi tentativi ha mostrato alla polizia un’inutile carta d’identità della Repubrica de Sardinnia, in qualità di appartenente ad una associazione di indipendentisti.

Come se non bastasse l’ex fantino ha minacciato e offeso gli stessi poliziotti. Non è stato facile farlo salire sulla volante, ma alla fine lo sforzo degli agenti ha avuto successo. L’indipendentista, così si è proclamato, è stato quindi portato in questura per gli accertamenti.
Il funzionario gli ha contestato i reati di resistenza e oltraggio, cosa che gli è costata la notte nella cella di sicurezza.
Ieri mattina Damiano Aniello è stato poi accompagnato in tribunale per la direttissima. Dopo aver convalidato il fermo il giudice l’ha scarcerato e gli ha imposto la misura cautelare dell’obbligo di firma.

La notizia dell’arresto dell’ex fantino ha destato stupore e indignazione nel gruppo di indipendentisti sardi del quale fa parte. All’interno del gruppo della Repubrica de Sardinnia, Damiano Aniello viene considerato come una persona tranquilla e nessuno ha creduto al fatto che potesse essere ubriaco.

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Come ottenere una carta d'identità sarda:

1) Andare sul sito indicato di seguito e seguire tutte le istruzioni


2) Pagare sul c.c. indicato nel sito IT29 M076 0104 8000 0100 9278 985 ed intestato al tesoriere pro tempore Pes Sergio la somma di lire 15 (+ 3 per spese postali).

Consiglierei - comunque - un comportamento più simile a quello dell'Angioy.
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Mi hanno informato - immediatamente - anche di quest'altra stranezza (ringrazio l'amico Andrea Ghiani per avermi fornito la notizia, che mi era sfuggita):
Viene da chiedersi che cosa stia accadendo a certi soggetti in Sardegna...

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Targa falsa? “No, è del Regno Sovrano di Gaia”


L’incredibile caso capitato alla polizia municipale di Sassari comincia con un’auto parcheggiata in via Zanfarino: denunciato il proprietario, un imprenditore

    di Nadia Cossu16/Aprile/2014
    SASSARI. Non poteva passare inosservata quella sigla RSG nella targa di una Peugeot parcheggiata in via Zanfarino. E infatti venerdì ha catturato l’attenzione della polizia municipale di Sassari. “Che Paese è?” La curiosità viene soddisfatta subito dopo quando i vigili in servizio danno un’occhiata più approfondita e leggono: Regno Sovrano di Gaia. Aggrottano le sopracciglia. Ma non è ancora finita: la stessa identica scritta compare nel contrassegno dell’assicurazione esibito “regolarmente” nel parabrezza dell’auto.
    Il provvedimento scatta subito: la macchina viene caricata su un carroattrezzi e trasferita nel deposito del comando della polizia municipale. La seconda sorpresa arriva ieri mattina quando tre persone – tra cui il proprietario dell’auto – si presentano negli uffici chiedendo spiegazioni sul sequestro del veicolo: “La targa è falsa – rispondono gli agenti – così come sono falsi il tagliando assicurativo, il certificato di proprietà, il libretto”. I tre sembrano quasi cadere dalle nuvole: “Non sono falsi, li ha rilasciati il Regno Sovrano di Gaia”.
    Stupore e imbarazzo dilagano nei corridoi del comando di via Carlo Felice. A quel punto vengono chieste loro le generalità e in un primo momento si rifiutano di fornire il nome di battesimo. Non solo. Alla domanda: “Dove siete residenti?” rispondono: “Nel pianeta terra”. E nulla di più. Facile immaginare l’espressione sul volto dei vigili urbani che si trovano a dover gestire una situazione certamente fuori dalla routine. Ce n’è quanto basta per inviare tutto alla Procura della Repubblica di Sassari.
    Il proprietario della Peugeot, un imprenditore sassarese, viene denunciato per falsificazione di targa, contraffazione dell’assicurazione e generalità false. Cosa ci sia dietro tutto questo non è proprio semplice da spiegare. Le tre persone in questione ritengono di non far parte dello Stato italiano, di conseguenza non ne riconoscono le leggi.
    Davanti agli agenti hanno tentato con una incredibile convinzione di far valere le proprie ragioni considerato che la loro filosofia di vita si basa su scelte che non hanno bisogno di autorizzazioni, sul libero scambio o una moneta complementare “di tua scelta e valore, comunemente accettata”. Qualsiasi cosa è sempre meglio che “continuare a essere schiavo del sistema e delle banche illegittime, pignorate, che hanno ingannato l’umanità per secoli”. Intanto, però, all’imprenditore sassarese libero dalla schiavitù imposta dallo Stato italiano è stata confiscata la macchina. Non è nemmeno escluso che tenti di riaverla indietro, magari facendo ricorso alla giurisdizione del Regno Sovrano di Gaia.