giovedì 22 gennaio 2015

L'Untore. La situazione.



Si tratta di una delle più appassionanti 

Web-Novels dell'Internet sardo in questo 

periodo e consiste nell'affannata ricerca della 

risposta ad una semplice domanda: "Chi 

è l'Untore?".





Confesso che mi piacerebbe avere la sua chiarezza di

vedute e anche saperle comunicare in modo semplice 

diretto, come fa lui... Posso confessare che - per 

certi versi - provo una certa simpatia per lui (loro)? 

Forse, cercherei soltanto di essere un po' meno 

volgare. Certamente, poi, non avrei  compiuto alcune 

delle sue gesta: avrà avuto i suoi (loro) motivi, ma io 

non li condivido.


Tutti i fantarcheologi - capi, burattini, simpatizzanti e 

sostenitori - si sono coalizzati contro di lui e cercano 

d'individuarlo e di capire chi mai egli sia... Si 

arrabattano furiosamente indicando ora questo, ora 

quello, tra i vari loro 'detrattori'...(tra i quali ci sono 

anche io, questo è chiaro: ed alcuni di loro - lo so - si 

dichiarano certissimi che io sia l'Untore. Non sanno 

che piacere mi faccia questo loro stupido e strabico 

sospetto).

Per parte mia - come ho già detto qui e altrove - 

non credo che l'Untore possa essere una persona 

sola: sa troppe cose, delle cronache quotidiane di 

troppi luoghi geografici (anche distanti) e di 

troppi ambienti lavorativi e culturali differenti, perché 

una sola persona possa avere tutto questo materiale.

Secondo me si tratta di un gruppo non troppo esteso 

di persone di cultura (perché ci vuole cultura per 

essere così spietati contro l'incultura): e 

alcune di esse non sono più troppo giovani, credo...


Ora, quello che accade è che molti gruppi - nel Web - 

hanno preso a parlare in modo sempre più puntuale, 

determinato e preciso del 'problema'. 

Ci sono - naturalmente - gruppi 'contro' la 

Fantarcheologia e gruppi di fantarcheologi a 'favore 

della libertà d'espressione'. C'è da dire che pochi, nel 

mondo, si prendono così mortalmente sul serio come 

fantarcheologi: chi non li ha 'frequentati' certamente 

non si aspetterebbe che i sostenitori di tali e tante 

panzane non siano affatto gente di spirito, bensì siano 

più impagliati della peggiore delle macchiette 

caricaturali mai inventata sugli accademici...  

Tra chi combatte la Fantarcheologia c'è chi crede nella 

forza della logica, del ragionamento e della Scienza 

(io sono, indegnamente ed ingenuamente tra questi) 

e chi invece crede che con certi soggetti irrazionali ed 

testardi ed in cattiva fede, funzioni solamente la presa 

per il fondello.

Ed è così che si sono formati alcuni gruppi nei quali si 

scrive liberamente, tra una battuta (più o meno 

oltraggiosa e goliardica, volgare oppure no) ed una 

connotazione seria ed utile a tutti (per esempio, 

qualche articolo scientifico vero, qualche critica seria 

e fondata ed altro ancora).

In questo modo, questi gruppi servono benissimo allo 

scopo di consolidare la crescente consapevolezza 

sempre più precisa (e solida!) di che cosa 

esattamente animi gli sciagurati i ciarlatani ed i 

burattini dell'ArmataBrancaleoneShardariana: una 

profonda frustrazione per il proprio personale 

fallimento, coniugata al livore profondo verso chi ha 

scoperto pubblicamente il loro gioco disonesto, 

miserabile ed egoista. 

Ecco perché essi - nei vari gruppi 'social' di 

appartenenza - non apportano alcunché di positivo: 

semplicemente, non ce l'hanno in bertula... 

Ed ecco perché sperano di fermare il prender corpo di 

questa sempre più diffusa consapevolezza che finirà 

per estinguerli, con attacchi verso i singoli avversari. 

I 'capi' indicano di volta in volta i bersagli tra i 

soggetti che ritengono più pericolosi per loro ed i 

burattini, credendo di essere gloriosi guerrieri della 

luce partono all'attacco con i modo che sono loro 

propri: maldicenza, diffamazione, sottintesi 

offensivi, epiteti a base di deiezioni organiche e così 

via...Non hanno fantasia: i temi sono - sempre - i 

medesimi abusatissimi temi. 

Prima o poi, i burattini si stancheranno della 

terribile vacuità del 'propio' ruolo: e finalmente lo 

considereranno superato e soprattutto inutile.

La materia grigia non sta dalla loro parte.

Diverso è il discorso per i loro 'capi': i condottieri 

dell'armata si guardano bene dallo sporcarsi le mani e 

scendere direttamente nelle scaramucce in rete...

Perché loro sono impegnati a ben altro livello. Sono 

loro che escogitano continuamente nuovi modi per  

acquisire credito ed adepti, per reperire fonti 

d'introito, per ottenere visibilità che faciliti i 

finanziamenti pubblici. 

Sono loro il vero pericolo.


Fingono di difendere l'identità e ci mangiano sopra...