martedì 11 novembre 2014

L'untore.blog

E' comparsa sull'Untore.blog la prima pagina della mia querela, da me presentata al Commissariato sotto casa mia, a Monte Mario il 4 di novembre ultimo scorso. Naturalmente priva del mio indirizzo - un minimo di riservatezza può servire - e corredata dei commenti che un lettore (io lo sono) del blog dell'Untore si aspetterebbe dai ragazzacci cattivi che ne compongono la Redazione: io sono tra quelli che crede si tratti di un gruppo e non di un singolo. Ma anche per il resto ho solamente congetture ed ipotesi.

Ripeto - come ho già detto allo stesso Gregorini, che per me era totalmente ignoto fino a un mese fa circa - che questa cosa l'ho fatta con riluttanza, perché sono consapevole del fatto che si tratta di cose fastidiose e spiacevoli, che finiscono alla fine per fare contenti solo gli avvocati.
Ma non posso sentirmi riferire da amici, pazienti e sconosciuti - come è successo - certe frasi e certe definizioni che di me ha dato il Gregorini nel suo Blog Nurnet, che è di grande diffusione. Dice di me cose falsissime, riporta menzogne di altri e mi attribuisce anni ed anni di azioni orribili (menzogne delle quali comunque - non conoscendomi affatto - non poteva essere al corrente, a meno di frequentare un certo giro di persone con le quali sono sacrosantamente in urto: sono loro che lo hanno mal consigliato verso la sua molto incauta diffamazione nei miei confronti).

Ricordo che io lo avevo urbanamente invitato a cancellare quanto vi aveva scritto: lui non lo ha fatto (cancellando solamente le minacce, forse riconoscendone la evidente pericolosità diretta per lui stesso).
Questo è il motivo principale che mi ha spinto ad agire per vie legali.

Inoltre, è successo un fatto ancora più fastidioso e che costituisce il secondo grave motivo: una persona 'presa di mira' dall'Untore - certo Nicola Dessì, anche egli a me del tutto ignoto fino a qualche settimana fa - si è lamentata con un mio amico 'del mio operato', dando per scontato e per certo che io sia l'Untore e chiedendomi per interposta persona ragione di certe notizie apparse su di lui.

Questo è l'effetto diffamatorio peggiore: io divento il primo e personale responsabile di azioni ed opinioni di altri, che non conosco e non ho mai conosciuto, e che quindi non posso assolutamente fermare in alcun modo.
E' ovvio come io non possa accettare questa situazione e debba fermare questo paradossale meccanismo lesivo.
In ogni modo mi sia possibile.

Il livello di litigiosità - in un campo che dovrebbe essere 'culturale' - si è indubbiamente fatto troppo elevato: mi dispiace essere proprio io uno di quelli che 'alza l'asticella'.

Occorrerebbe, forse, una figura arbitrale che spieghi a tutte le parti che un duello intellettuale prevede l'estinzione di una costruzione intellettuale sbagliata, a favore di quella corretta.

Invece esiste ancora qualcuno che crede la disputa debba finire con l'eliminazione fisica dell'avversario.

L'Untore, pertanto, fa benissimo a restare anonimo: e lo fa a causa dello strabismo mentale e della violenza verbale e comportamentale  di quelle persone.