mercoledì 2 ottobre 2013

Fiducia?


Qualche cosa di grave sta succedendo ai nostri Valori 

Moraliprincipalmente, li stiamo perdendo.


Guardiamo soltanto quanti sono i valori del Mondo Romano 
Latino e facciamo un piccolo elenco compendioso. 
Troveremo (in ordine alfabetico):

Abstinentia, aequabilitas, aequitas, amicitia, auctoritas, 
benedicentia, benevolentia, benignitas, bonitas, civitas, 
clementia, comitas, concordia, consensus universorum, 
consilium, constantia, continentia, decorum, dignitas, 
disciplina, elatio animi, exemplum, felicitas, fides, fortitudo, 
gloria, gratia, gravitas, honestas, honor, humanitas, 
indulgentia, industria, libertas, magnitudo, maiestas, 
modestia, mos maiorum, nobilitas, officium, pietas, probitas, 
pudor, religio, temperantia, verecondia, virtus.

Adesso, facciamo lo stesso con l’Italiano (traducendo la lista 

latina) e vediamo che cosa succede:

Integrità morale, equità, amicizia, autorevolezza, liberalità,  
benevolenza, responsabilità civile, indulgenza, concordia, 
saggezza, fermezza, temperanza, decenza, dignità, 
disciplina, nobiltà d’animo, (essere di) esempio, prosperità, 
moralità, gloria, popolarità, serietà, onestà, umanità,  
operosità, moderazione, tradizione, devozione, verecondia, 
virtù.

Notato niente?

Ebbene, sì: molti vocaboli latini differenti, si traducono – in 
italiano – con il medesimo termine, perché in Italiano non 
esiste più una distinzione di significato: è un po' come "udire  
il suono, ma non capire le parole". 

Dall'area cerebrale dell'udito, che raccoglie la stimolazione 

sonora, l'impulso nervoso si perde nell'insignificanza del 

concetto che il vocabolo vorrebbe trasportare. 

Il risultato netto finale è che l’elenco italiano dei Valori Morali 

è molto più corto (47 vocaboli latini, a fronte di solo 30 
vocaboli italiani).

Non accade solo questomolti dei vocaboli italiani, a 
ben vedere, sono in realtà anche sinonimi tra loro.

Che cosa vuol dire tutto ciò?

Semplicemente, che noi – oggi – abbiamo molto minore 
dimestichezza con le virtù in genere di quanto non avessero 
gli uomini di 2000 anni fa. I valori morali si sono dissolti, 
proprio come neve al sole, nel nostro clima torrido di vizio 
diffuso e di indifferenza imperante. I vocaboli per alcuni 
concetti sono oggi semplicemente inesistenti, perché non 
esistono più nelle nostre menti i relativi concetti a 
giustificarli… Non ci servono più.

Alcuni esempi? 

Benissimo: guardiamo quello che è successo in questi giorni, 

tra gli uomini di governo italiani: è stata una lotta continua, 

che ha espresso la loro inimicizia ed ostilità, irriverenti verso 

la superiore 'ragion di stato', irriguardosi dei diritti dei cittadini 

che pure sapevano di dovere rappresentare, incuranti della 

gravissima crisi economica  nazionale, attaccati ai propri 

interessi personali, sordi ad ogni altro richiamo.(°)

Questo configura, nell'antichità, il reato di perduellione. 

(perduellióne s. f. [dal lat. perduellio -onis, comp.

di per, con valore rafforzativo, e ant. duellum (class.

bellum) «guerra»].  Nell’antico diritto romano, reato

di alto tradimento di cui si macchiava chiunque

attentasse alla pace pubblica e all’integrità,

indipendenza e dignità della patria (sostituito nel

diritto d’epoca repubblicana dal delitto di lesa

maestà). Nel linguaggio letter., per estens., reato di

alto tradimento verificatosi in età moderna.)
  
Per i Romani, la Perduellione, il tradimento della Patria, era 
un gravissimo crimine, considerato ancora peggiore del 
Parricidio (l’uccisione di un genitore), ed era punito con la 
morte, appunto perché considerato, oltre che spregevole
anche dannoso per tutta la Comunità dello Stato (in quanto 
metteva in pericolo non solo tutti i genitori di tutta la 
comunità, ma anche tutti gli altri individui di essa).

Con la Perduellione si mettevano a rischio di morte tutti i 

genitori, tutti i cittadini, tutta la Nazione.

Era - lo ripeto - punito con la morte.

Oggi, a chi importa più il concetto di Stato e quante uccisioni 
di genitori riporta la cronaca quotidiana, in Italia?

Eppure, molti Pulcinella Politici ci stonano 
quotidianamente le meningi con i loro "Valori"
Ignorano (o forse anche no?) di non sapere neppure 
di che cosa stanno farfugliando a caso.

Quindi, concludendo: o sono ignoranti e per la loro 
ignoranza non meritano d'essere votati, o mentono 
per la loro menzogna non meritano d'essere votati.

E nel mondo romano antico sarebbero stati 

condannati a morte.


Fedro terminava la propria favola "Il lupo e l'agnello" con una frase precisa, che sembra rivolta agli uomini politici italiani che hanno appoggiato Letta per mantenere la propria poltrona ed i propri privilegi; a chi non ha sfiduciato il Governo Letta perché ormai sapeva di avere perso comunque; a chi non ha rivolto neppure un pensiero alla Nazione ed al suo Popolo:


Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.

Li MANDEREI VOLENTIERI A MORTE, come meritano.

(°) Il Presidente del Consiglio va all'estero per cercare di ricucire la credibilità nazionale, cercando finanziamenti assolutamente necessari da parte di investitori e Berlusconi gli sfila pubblicamente il tappeto della fiducia da sotto i piedi, annunciando la dimissione dei suoi accoliti da un ruolo di governo, in atto di protesta cumulativa per un suo personale e meritato problema legale. Poi ci ripensa - cambiando totalmente atteggiamento e parere - come ci ha abituato a fare, come se si trattasse  di una recita scolastica, invece che dei destini della nazione.