Datata l'Iliade:
composta nel 762 a. C.
Applicate
alla lingua scritta le tecniche che i biologi utilizzano nei geni per delineare
l’evoluzione delle specie.
Anfora di Exekias: Achille e Aiace giocano (Musei
Vaticani)
Uno dei testi più antichi e celebri del
mondo, l’Iliade di Omero, è stato datato al 762 a. C. applicando alla lingua in
cui è scritto le stesse tecniche che i biologi applicano ai geni per delineare
l’evoluzione delle specie. L’Iliade, come è noto, racconta (gli ultimi fatti decisivi del)la storia della
guerra di Troia che i greci combatterono contro i troiani. Se dell’esistenza di
Troia, dopo gli scavi dell'archeologo tedesco Heinrich Schliemann
nell'Ottocento c’è pressoché la certezza, con le prove di un conflitto militare
nel XII secolo a. C., non altrettanto si può dire dell’esistenza reale di Omero
e dell’epoca in cui l’Iliade venne scritta. Gli studiosi ritengono improbabile che ci sia mai stato
un singolo uomo chiamato Omero che abbia scritto l'opera, mentre ritengono che
il poema epico sia il risultato di una compilazione molto successiva frutto
della tradizione orale a partire dal XIII secolo a. C. Un'amalgama di molte
storie che sembrano essere focalizzate sui conflitti in una particolare area
dell'attuale Turchia nord-occidentale.
TECNICHE
DA BIOLOGI - Ora però, senza alcuna ricerca storica,
ma solo applicando una tecnica da biologi, scienziati dell'Università di
Reading in Inghilterra, insieme a genetisti dell'Università del New Jersey e
linguisti dell’Università di Santa Fe nel Nex Messico (Usa), hanno datato
l’opera al 762 a. C., con un possibile margine di errore di 50 anni,
pressappoco al tempo in cui la tradizione colloca la fondazione di Roma (753 a.
C.). Lo studio è stato pubblicato su BioEssays.
«È straordinario vedere come le lingue si comportano come i geni», spiega Mark
Pagel, teorico evoluzionista dell’Università di Reading. «Abbiamo cercato di
documentare la regolarità nell'evoluzione linguistica e di studiare il
vocabolario di Omero, così come si cercano tracce di geni in un genoma».
CONFRONTO
DI 200 PAROLE - I ricercatori hanno impiegato uno
strumento linguistico chiamato elenco Swadesh, messo insieme negli anni Quaranta-Cinquanta
dal linguista americano Morris Swadesh (un influente e controverso studioso che s'interessò di lessicostatistica e glottocronologia). «L'elenco contiene circa 200 concetti
che sono presenti in parole appartenenti a ogni lingua e a ogni cultura», ha
detto Pagel. Queste sono di solito parole riferite a parti del corpo, colori,
relazioni fondamentali come padre e madre. È stata presa
in esame la lingua degli ittiti, un popolo esistito durante il periodo in cui
si presume sia stata combattuta la guerra di Troia, e sono stati tracciati i
cambiamenti nelle parole dall’ittita al greco omerico fino al greco moderno.
EVOLUZIONE
- Proprio come si misura la storia genetica delle specie
viventi, andando indietro nel tempo e vedendo come e quando i geni si
modificano. Con questo metodo si esaminano termini affini, parole derivate da
parole ancestrali. Per esempio acqua in inglese è water, wasser in tedesco, vatten in svedese, tutti termini affini provenienti da wator in proto-tedesco. «La questione omerica» è
così stata affrontata utilizzando un approccio quantitativo preso in prestito
dallo studio dell'evoluzione. Documentando la regolarità delle mutazioni
linguistiche, Pagel e gli altri hanno potuto datare la storia di Elena e degli
uomini che morirono per lei, appunto al 762 a. C. Insomma, la genetica incontra
i classici.
Massimo Spampani
5 marzo 2013 (modifica il 6 marzo 2013)
La Genetica di Popolazioni aveva già da tempo rimarcato che le lingue si trasmettono da una generazione di adulti (nonni, genitori, zii, insegnanti) ad una di adolescenti (figli, nipoti, studenti), con modalità di trasmissione verticale abbastanza simile a quella genetica. Naturalmente, la lingua è influenzata anche da alcuni fattori che ne differenziano nettamente le modalità trasmissive da quelle biologiche: nella componente verticale sono interessati anche adulti non imparentati (docenti, precettori), ed esiste una trasmissione orizzontale da parte dell'ambiente frequentato (scuola, lavoro, pari grado e no, etc). Ma l'esperimento resta un esperimento di grande interesse.