giovedì 13 febbraio 2014

PANE.

Foto tratta dal documentario di "Sardegna Digital Library"
Per chi non sia sardo, è magia allo stato naturale.
Le donne si radunano la mattina prestissimo (i bimbi dormono ancora) ed iniziano una lavorazione antica, che il turista ignora del tutto. Egli suppone che basti spalmare sottile la pasta e poi cuocerla, senza lievito. Invece il lievito c'è. E la lavorazione non è affatto semplice come crede il turista sprovveduto: i piatti sardi sono tutti elaborati, difficili, lunghi. E antichi.

Il pane rappresentato per primo si chiama Carasau, o Carasatu: significa 'abbrustolito'. E' un pane che si conserva a lungo come fosse fresco. Era quindi adattissimo per essere portato con sé dai pastori, che stavano via a lungo. Può essere reso morbido ed elastico passando le due facce sotto l'acqua e lasciato riposare qualche minuto: dopo questa operazione può essere spalmato di qualsiasi crema (crema di formaggio, marmellata, crema di cioccolato, sciroppo d'acero etc) e diventare una specialità gradita e sofisticata, degna della miglior cucina internazionale.


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Vorrei solo far notare la rapida e fuggente naturalezza con cui, proprio all'inizio del breve filmato, la donna tracci una croce su quello che sarà il cibo di due o tre famiglie nelle prossime settimane.
Il pane dev'essere lavorato a lungo, ('cariau') in un recipiente che in Sardegna è molto più facile da trovare (una 'Tiana' in ceramica lucida).

2':58'' - Poi vorrei sfidare qualsiasi brava massaia a spianare la pasta in modo così rotondo come si vede nel filmato, con un mattarello che è appena un'asticella.

3':52'' - Vorrei far notare che il pane è posto a riposare su un unico telo di lino lungo e stretto, arrotolato più volte (ed è proprio questo che lascia quelle sottili impronte che pochi buoni osservatori notano solo su di un lato del pane!)

5':21''/5':31 - Inoltre, vorrei che si notasse la manualità leggera e precisa di chi lavora il pane, con una pala di legno di castagno.

8':14' - Il pane diventa piatto perché, mentre si raffredda, è posto sotto un peso.

In genere, il forno è sito in una stanzetta a parte, fatta apposta per lui e sta in un angolo della stanza. Esistono zone della Sardegna in cui si costruiscono forni per infornare il pane da sinistra (come in questo filmato) ed altre zone in cui si costruiscono per infornare da destra. Non si deve chiedere il motivo: si fa così per tradizione, e basta.

Il filmato - bellissimo e semplice, come tutti i documentari della stessa Libreria - è di Sardegna Digital Library:

http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4460&id=495

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Crediti:


Titolo: Villaurbana: panificazione tradizionale
Autore: Piquereddu Paolo
Regia: Piquereddu Paolo
Interpreti: Crobu Caterina, Crobu Iolanda, Dessì Luisanna, Meloni Emilia, Meloni Peppina, Murru Agnese
Responsabile del suono: Piras Virgilio
Data di registrazione: 1990
Luogo di registrazione: Villaurbana
Data di pubblicazione: 1991
Luogo di pubblicazione: Nuoro
Raccolta: Archivio Isre

Descrizione: Il filmato proposto accompagna il fruitore attraverso le varie fasi di lavorazione e cottura di diversi tipi di pane a Villaurbana, paese nella provincia di Oristano. La lavorazione del pane, pur facendo ormai parte di una fiorente produzione commerciale, ancora oggi, seppur in minima percentuale, viene preparato nelle case per il consumo familiare. Nel filmato numerosi tipi di pane come il Tureddu, la Prezida secada a facie, le Costalleddas po pippius, il Lazzareddu, su Parixeddu, su Coccoi folla e' fa e il famoso Coccoi con l'uovo.