giovedì 2 ottobre 2014

LETTERA APERTA


AD ABA LOSI.

Signora: noi non siamo mai stati certamente amici, anzi, ci siamo stati cordialmente antipatici fin dal primo incontro (avvenuto, come tutti i pochi altri, attraverso e-mail).

Ma capisco ora – anche dalla sua reazione – che quella che credevo essere solamente una goliardica minaccia senza alcun possibile esito reale sarebbe invece diventata quello che si definisce molestie.

Se quelle lettere che l’anonimo untore minacciava sono state spedite realmente, allora si tratta di un’insopportabile persecuzione e farà bene ad adire le vie legali. 

Ricordo bene che – a suo tempo – mi dette molto fastidio il ‘mobbing’ al quale fui sottoposto (da lei e da tutti i suoi ‘amici’, non solo nel blog) per avere chiesto spiegazioni al Rettore di Sassari. Il suo gruppo ha poi spiacevolmente ed odiosamente cambiato le carte in tavola, parlando di ‘diffamazione’, ma io non diffamavo nessuno: desideravo avere chiare notizie ed esplicite giustificazioni concrete circa una molto poco chiara intromissione di soppiatto nell’Università, che spacciava per ‘Medicina’ (offrendo pure crediti ai futuri medici) ciò che invece era ‘Archeologia’: e gli archeologi non ne sapevano niente (o, almeno, così mi dissero). Ero indignato e lo sono tuttora: perché non credo – come le ho già detto – che quella sia scienza, credo siano piuttosto sotterfugi da guitti. Per un po’ pensai anche di ricorrere alle autorità e alla polizia postale, ma poi lasciai stare.

Il suo caso – oggi – mi pare indubbiamente più grave: è una persecuzione personale a domicilio. (Oh, anche io fui perseguitato, allora, tanto che dovetti chiudere il mio blog agli interventi dei lettori e – per un po’ – dovetti cestinare una lunga serie d’improperi nella mia e-mail e ‘bannare’ vari anonimi che mi scrivevano le solite oscenità. Qualcuno la fa ancora oggi).

Ma – insisto – il suo caso è veramente brutto: le ripeto che mi dissocio, come già ho fatto – dai modi e dai tono usati dall’anonimo untore. Non sono civili. 

Resta, la rassicuro subito, il mio totale disprezzo intellettuale per l'opera inutile e dannosa (giudizio personale) che il suo blog conduce in ambiente sardo: restiamo quindi certamente nemici, di vero cuore, lei e il suo gruppo.

Ma ha la mia sincera comprensione umana e personale, in questo frangente, per quel che le può valere.

MAURIZIO FEO