mercoledì 15 maggio 2013

DA DOVE PROVENGONO I MINOICI


DETERMINATA L'ORIGINE GENETICA DEI 
MINOICI, 
LA PRIMA GRANDE CIVILTA' 
EUROPEA.
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La grande Civiltà del Bronzo che circa 5.000 fiorì in quell'isola del Mediterraneo orientale che oggi è Creta, fu creata da quelli che chiamiamo Minoici, una popolazione di cui il DNA inizia finalmente a rivelarci l'origine. I ritrovamenti suggeriscono che essi originarono da una popolazione ancestrale di Neolitici giunti nella regione circa 4.000 anni prima.

Il nome 'Minoici' fu loro attribuito dall'archeologo inglese Sir Arthur Evans, nei primi del Novecento, elaborando il nome del mitico Re greco Mino (Minosse). Basabdosi su somiglianze ravvisate tra l'arte cretese antica e quella Egiziana e Libica, Evans propose che i fondatori della Civiltà Minoica fossero migrati dal Nord Africa. Da allora, altri archeologi hanno suggerito che i Minoici avrebbero potuto provenire invece da altre regioni: ad esempio, Turchia, Medio Oriente, oppure i Balcani.
Le ricerche di oggi - da parte di una squadra mista di ricercatori greci e statunitensi - hanno utilizzato lo studio del DNA mitocondriale (mtDNA) contenuto nei reperti ossei, allo scopo di individuarne l'origine.
Come già detto altre volte, i mitocondri (vere e proprie 'centrali energetiche' della cellula, situate nel citoplasma cellulare) contengono un loro personale DNA (o codice genetico). Dato che gli unici mitocondri presenti nello Zigote sono quelli del citoplasma dell'uovo femminile, perché lo spermatozoo è privo di citoplasma, di conseguenza il mtDNA fornisce informazioni relative unicamente alla linea di discendenza femminile.
I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati su 'Nature Communications' del 14 Maggio. Suggeriscono che la Civiltà Minoica nacque da una popolazione che era già residente  a Creta nell'Età del Bronzo.
Erano più probabilmente discendenti dei primi esseri umani che avevano raggiunto Creta circa 9.000 anni fa e possedevano una grandissima affinità genetica con  le popolazioni europee moderne.
Qui si può trovare l'originale scientific paper, naturalmente in Inglese.
Il dottor George Stamatoyannopoulos, professore della Facoltà di Medicina e Scienze del Genoma dell'Università di Washington è il primo autore della pubblicazione. E' un convinto sostenitore del fatto che il suo studio comprovi l'importanza dell'analisi del DNA come strumento per comprendere la Storia dell'Uomo.
Il professore afferma: "Circa 9.000 anni fa si verificò un' estensiva migrazione di Neolitici dalle regioni Anatoliche che oggi includono Turchia e Medio Oriente. Contemporaneamente i primi abitanti raggiunsero Creta.
Le nostre analisi sul mtDNA dimostrano che le più forti relazioni genetiche dei Minoici sono tanto con questi Neolitici quanto con antichi e moderni abitanti dell'Europa.
Ciò suggerisce che la Civiltà Minoica originò a Creta circa 5.000 anni fa da una popolazione ancestrale Neolitica, che era giunta sull'isola già 4.000 anni prima. I nostri dati suggeriscono che parte di quella popolazione emigrò in Europa e dette origine anche a moderne popolazioni europee". 
Stamatoyannopoulos dirige oggi il Centro di Medicina Molecolare dell'Università di Washington e in precedenza era stato il Direttore della Divisione di Genetica Medica nell'Istituto di Medina della stessa università. Sostiene: "Le analisi genetiche stanno oramai giocando un ruolo di importanza sempre crescente nel prevedere e proteggere la salute dell'uomo. I nostri attuali studi sottolineano l'importanza del DNA non solamente come ausilio per ottenere un futuro più sano, ma anche come strumento per comprendere il nostro passato". 
Sono stati esaminati campioni di materiale genetico da 37 scheletri rinvenuti in una grotta cretese presso l'altopiani di Lassithi e sono stati confrontati con sequenze mitocondriali provenienti da quelli di 135 popolazioni europee antiche e moderne. i campioni minoici hanno rivelato 21 distinte variazioni mitocondriali, delle quali 6 erano distintive dei Minoici e 15 erano invece condivise  con popolazioni antiche e moderne. Nessuna delle variazioni portate da DNA Minoico erano caratteristiche di popolazioni Africane.
Ulteriori analisi hanno dimostrato che i Minoici erano solo lontanamente correlati con Egiziani, Libici ed altre popolazioni Nord Africane. I Minoici condividevano la maggiore percentuale del loro patrimonio di variazioni di DNA mitocondriale con le popolazioni Europee, specialmente Settentrionali ed Occidentali.
Nelle rappresentazioni grafiche, le variazioni condivise del mtDNA Minoico erano meno numerose nel Nord Africa ed aumentavano porgressivamente attraverso il Medio Oriente, il Caucaso, le isole mediterranee, il Sud Europa, e l'Europa Continentale. La più elevata percentuale di corrispondenza delle variazioni condivise del mtDNA è stata rinvenuta nelle popolazioni Neolitiche dell'Europa Meridionale.
Lo studio ha anche dimostrato un elevato grado di condivisione con l'attuale popolazione dell'altopiano di Lassithi e della Grecia. Infatti, l'informazione genetica materna è stata trasmessa attraverso molte generazioni di mitocondri ed è ancora presente nei residenti attuali di Lassithi.
Coautori dello studio sono Jeffrey R. Hughey dell'Università di Hartnell; Peristera Paschou dell'Università Democrito della Tracia; Petros Drineas dell'Istituto Politecnico Rensslear; Manolis Michalodimitrakis dell'Università di Creta; Donald Mastropaolo, Dimitra M. Lotakis, Patrick A. Navas, John A. Stamatoyoannopoulos, dell'Università di Washington.
Lo studio è stato in parte finanziato un contributo del Ministero nazionale della Salute, oltre che da donazioni private.

Va da sé che la pubblicazione di questo articolo dimostra che il Professore e Sir Arthur Evans aveva torto, anche se non significa certo parlarne male: egli resta comunque uno dei 'padri' dell'Archeologia non solo Inglese e diventa forse - in questo superamento che la Scienza compie delle sue tesi - anche un po' più umano. 

Testo Inglese:



May 14, 2013





DNA analysis unearths origins of Minoans, the first major European civilization

By Stephanie Seiler, UW Health Sciences/ UW Medicine

Illustration of the Bull-leaping Fresco from the Great Palace at Knossos, Crete
Getty Images
Illustration of the Bull-leaping Fresco from the Great Palace at Knossos, Crete
DNA analysis is unearthing the origins of the Minoans, who some 5,000 years ago established the first advanced Bronze Age civilization in present-day Crete. The findings suggest they arose from an ancestral Neolithic population that had arrived in the region about 4,000 years earlier.
The British archeologist Sir Arthur Evans in the early 1900’s named the Minoans after a legendary Greek king, Minos. Based on similarities between Minoan artifacts and those from Egypt and Libya, Evans proposed that the Minoan civilization founders migrated into the area from North Africa. Since then, other archaeologists have suggested that the Minoans may have come from other regions, possibly Turkey, the Balkans, or the Middle East.
Now, a team of researchers in the United States and Greece has used mitochondrial DNA analysis of Minoan skeletal remains to determine the likely ancestors of these ancient people.
Mitochondria, the energy powerhouses of cells, contain their own DNA, or genetic code. Because mitochondrial DNA is passed down from mothers to their children via the human egg, it contains information about maternal ancestry.
Knossos site Crete
Getty Images
One of the buildings in Knossos restored by British archeologist Sir Arthur Evans. Knossos was the major civil center of the Minoans.
Results published May 14 in Nature Communications suggest that the Minoan civilization arose from the population already living in Bronze Age Crete. The findings indicate that these people probably were descendents of the first humans to reach Crete about 9,000 years ago, and that they have the greatest genetic similarity with modern European populations.
Read the scientific paper.
Dr. George Stamatoyannopoulos, University of Washington professor of medicine and genome sciences, is the paper’s senior author. He believes that the data highlight the importance of DNA analysis as a tool for understanding human history.
“About 9,000 years ago,” he noted, “there was an extensive migration of Neolithic humans from the regions of Anatolia that today comprise parts of Turkey and the Middle East. At the same time, the first Neolithic inhabitants reached Crete.”
“Our mitochondrial DNA analysis shows that the Minoan’s strongest genetic relationships are with these Neolithic humans, as well as with ancient and modern Europeans,” he explained.
“These results suggest the Minoan civilization arose 5,000 years ago in Crete from an ancestral Neolithic population that had arrived in the region about 4,000 years earlier,” he said. “Our data suggest that the Neolithic population that gave rise to the Minoans also migrated into Europe and gave rise to modern European peoples.”
Stamatoyannopoulos, who directs the UW Markey Molecular Medicine Center and who formerly headed the UW Division of Medical Genetics in the Department of Medicine, added, “Genetic analyses are playing in increasingly important role and predicting and protecting human health. Our study underscores the importance of DNA not only in helping us to have healthier futures, but also to understand our past.”
Stamatoyannopoulos and his research team analyzed samples from 37 skeletons found in a cave in Crete’s Lassithi plateau and compared them with mitochondrial DNA sequences from 135 modern and ancient human populations. The Minoan samples revealed 21 distinct mitochondrial DNA variations, of which six were unique to the Minoans and 15 were shared with modern and ancient populations. None of the Minoans carried mitochondrial DNA variations characteristic of African populations.
Further analysis showed that the Minoans were only distantly related to Egyptian, Libyan, and other North African populations. The Minoan shared the greatest percentage of their mitochondrial DNA variation with European populations, especially those in Northern and Western Europe.
When plotted geographically, shared Minoan mitochondrial DNA variation was lowest in North Africa and increased progressively across the Middle East, Caucasus, Mediterranean islands, Southern Europe, and mainland Europe. The highest percentage of shared Minoan mitochondrial DNA variation was found with Neolithic populations from Southern Europe.
The analysis also showed a high degree of sharing with the current population of the Lassithi plateau and Greece. In fact, the maternal genetic information passed down through many generations of mitochondria is still present in modern-day residents of the Lassithi plateau.
Co-authors of the study are Jeffery R. Hughey of Hartnell College; Peristera Paschou of Democritus University of Thrace; Petros Drineas of the Rensselaer Polytechnic Institute; Manolis Michalodimitrakis of the University of Crete; and Donald Mastropaolo, Dimitra M. Lotakis, Patrick A. Navas, and John A. Stamatoyannopoulos of the University of Washington. The study was partially supported by a grant from the National Institutes of Health (5T32 GM007454), as well as from private funding.
Figura 1: Posizione della grotta Ayios Charalambos e delle Tombe a Tholos di Odigitria.

Figura 2: Aplotipi di mtDNA Minoici  in popolazioni attuali e remote.


Figura 3: Mappa della Concentrazione Geografica delle linee di mtDNA condiviso.
Il colore blu è sfumato per mostrare il gradiente di concentrazione in percentuale delle linee condivise (scuro = percentuale alta, bianco = percentuale bassa). I punti rossi rappresentano l'origine di ciascuno dei 71 gruppi di popolazioni moderne e delle 11 popolazioni antiche incluse nello studio.. (a) linee mtDNA HVS-1 condivise tra Minoici e le  71 popolazioni attuali; (b) linee condivise con 11 popolazioni dell'Età del Bronzo e del Ferro e con popolazioni Neolitiche..

Figura 4: Condivisione degli Aplotipi Minoici con popolazioni moderne ed antiche.

Figura 5: Rapporto tra la popolazione Minoica e le altre popolazioni europee.