domenica 12 agosto 2012

La Morte di Lady Mondegreen.



Stemma della Provincia di Moray

Caro Pasuco: a tempo perso ti riferisco di un uso errato (e talvolta buffo) delle parole.

Si tratta di qualche cosa che succede comunemente: più spesso ascoltando una canzone, talvolta anche nella nostra stessa lingua.  Non comprendiamo bene ciò che viene realmente cantato e l’interpretiamo con una frase quasi omofona di significato differente.

Mondegreen è un termine Inglese: fu inventato dalla scrittrice giornalista Sylvia Wright,  che nel 1957 pubblicò su Harper’s Bazar “La Morte di Lady Mondegreen”: si trova ormai nei vocabolari inglesi dal 2000 (Random House Webster’s College Dictionary) e dal 2008 (Merriam-Webster’s Collegiate Dictionary).
Ma il fenomeno che il termine descrive si verifica in tutto il mondo.

Origine.
La Wright riferiva che, da bambina, mal intendeva i primi versi di una ballata del 17° secolo (“The Bonnie Earl of Moray”) che la madre le leggeva:


James Stewart, I° Earl of Moray e (a destra) Agnes, Contessa di Moray


Ye Highlands and ye Lowlands,
Voi, Altopiani e voi Pianure
Oh, where hae ye been?
Oh, dove siete stati?
They hae slain the Earl O' Moray,
Hanno ucciso il Principe di Moray
And Lady Mondegreen.
E Lady Mondegreen.

In realtà, il verso originale diceva:

And laid him on the green” che si traduce con “E lo hanno adagiato sul verde”: nessuna Lady Mondegreen è intervenuta. 


Ma il termine è rimasto, nella lingua inglese, non essendocene uno più adatto: Sylvia Wright non ha potuto vederne l’ingresso nella lingua Inglese, perché  è morta di cancro nel 1981. In Wikipedia (nella versione Inglese) ci sono numerosissimi esempi di mondegreen in varie lingue.

Assassinio del Reggente di Moray. Edimburgo, chiesa di St. Giles Kirk

È del tutto umano comprendere un discorso o una lettura pronunciata da altri, secondo le proprie conoscenze ed esperienze personali. Quando ciò che udiamo – per qualche motivo, magari solamente un arrangiamento musicale rumoroso – è poco comprensibile, la nostra mente elabora ciò che le sembra più probabile, tra i dati di cui essa dispone.

Un “fischio” per un “fiasco”, diremmo noi, oppure lucciole per lanterne. Il vero “mondegreen” è spontaneo, involontario: è un errore d’interpretazione.
In molti altri casi, si assiste a creazioni studiate, volute, create appositamente per il loro effetto comico o satirico.
Se è voluto, diventa quello che i Francesi chiamano “Double Entendre”, un doppio senso o un gioco di parole. Talvolta innocente, talvolta volgare.

Entriamo allora nel mondo della Paranomìa (o Malapropismo)[1]: quando il fatto è volontario, è spesso un espediente linguistico spesso pubblicitario, o politico.
Quando è involontario è più probabilmente un solecismo, indice di conoscenze linguistiche limitate.

Sei ancora lì, oppure stai già dormendo, Pasuco?

Pasuco?

Pasuco?






[1] Il termine deriva dal Francese “mal a propos”, inappropriato. Fu usato linguisticamente per la prima volta da Lord Byron, nel 1814. R.B. Sheridan nella sua commedia “Rivals” (1775) introdusse la signora Malprop, che commetteva molti errori di pronuncia con effetto comico. Ma di fatto il malapropismo compare molto prima: W. Shakespeare lo usa spesso in “Molto rumore per Nulla” , facendone commettere molti a Constance Dogberry (tanto da giustificare il termine “dogberrismo”).