giovedì 9 agosto 2012



Una canzone intima
eseguita come al solito in modo discreto e confidenziale, cantata quasi sottovoce con la voce flautata e con l’immancabile arpeggio di una chitarra solista in primo piano: questa volta manca ancora l’eco garbato delle sue sempre interessanti percussioni sullo sfondo a ritmare con decisione la musica e la voce. E’ la canzone – un misto di jazz, pop e country – che nel 2002 rivelò al mondo (con la prepotenza di 26 milioni  di copie vendute) l’esistenza di Norah Jones, fino ad allora una perfetta sconosciuta.  
Ma l’ho scelta soprattutto per quel titolo – che in Italia conosciamo bene da un’altra canzone del cantautore piemontese Paolo Conte: “Vieni Via Con Me” – e da quel desiderio di ascoltare la pioggia sotto un tetto di latta (il ricorrente “tin roof”, presente anche nel famosissimo film "la gatta sul tetto che scotta", che in Inglese era "la gatta sul tetto di latta bollente" - "cat on a hot tin roof"), reminiscente di un’altrettanto sognante canzone  “Rain on the Roof” eseguito molti anni prima da una Jug Band ormai quasi del tutto scomparsa, i “Loving Spoonful”…





Come Away With Me / Vieni Via Con Me




Testo/ Traduzione
Songwriter:
Jones, Norah;
Come away with me in the night
Vieni via con me nella notte
Come away with me
Vieni via con me
And I will write you a song
E ti scriverò una canzone

Come away with me on a bus
Vaeni via con me su un autobus
Come away where they can't tempt us
Vieni via dove non ci possono tentare
With their lies
Con le loro bugie

And I want to walk with you
E io vogioi passeggiare con te
On a cloudy day
In una giornata nuvolosa
In fields where the yellow grass grows knee-high
In campi dove l’erba gialla cresce fino al ginocchio
So won't you try to come?
Allora cercherai di venire?
Come away with me and we'll kiss
Vieni via con me e ci baceremo
On a mountaintop
Sulla cima di una montagna
Come away with me
Vieni via con me
And I'll never stop loving you
E non smetterò mai d’amarti

And I want to wake up with the rain
E voglio svegliarmi con la pioggia
Falling on a tin roof
Che cade su di un tetto di latta
While I'm safe there in your arms
Mentre sono protetta tra le tue braccia
So all I ask is for you
Così è tutto quello che ti chiedo
To come away with me in the night
Di venire via con me
Come away with me
Vieni via con me

Norah  è in realtà la figlia di Ravi Shankar – famoso suonatore di sitar –  e di Sue Jones, americana, produttrice di concerti. Non è quindi certamente una sconosciuta abbandonata a se stessa (come Roberta Flack, ad esempio), ma le fa onore il non avere usato il nome del famosissimo padre. Tralascio i dettagli della vita, dei primi passi nella strada del successo, che si possono reperire su Wiki. Riferisco solo che Norah è stata molto influenzata da Bill Evans e dalla grandissima Billy Holliday, che da bambina ascoltava abitualmente. Anche lei ha iniziato a cantare nel coro della chiesa e ha preso lezioni di piano (è lei che suona il piano nelle sue canzoni).
La principale caratteristica di “Come Away With Me” è una personalissima mistura delicata di Pop acustico con soul e jazz, che ha subito guadagnato il primo posto nel Billboard 200 negli USA (quando è uscita, la canzone era appena al 139° posto)  e che ha subito avuto il favore del mercato e di numerosissimi fan convinti.
Le canzoni di Norah sono tutte da ascoltare nella quiete, sono piccole stanze confortevoli con vista panoramica introspettiva, in cui fermarsi un poco a meditare, su di sé, sulla propria vita, sulle cose e sugli altri.